Le dieci associazioni dei consumatori (Assoutenti, Adiconsum, Adoc, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento difesa del Cittadino, Unione nazionale Consumatori) hanno inviato una lettera al Ministro delle Politiche Agricole Alemanno invitandolo a non attribuire ai Consorzi di tutela la funzione di controllo sui vini di qualità prodotti in regioni determinate (V.Q.P.R.D.). "I Consorzi di tutela sono infatti espressione degli stessi produttori – scrivono le associazioni – anzi di quelli di maggiore dimensione visto che il potere al loro interno è direttamente proporzionale ai quantitativi prodotti da ciascuno. Essi non offrono pertanto le necessarie garanzie di terzietà e indipendenza per svolgere funzioni di certificazione".

"La nostra preoccupazione – si legge nella lettera inviata al Ministro – nasce, oltrechè dalla considerazione che una decisione così delicata possa essere elaborata senza alcuna consultazione di una parte in causa essenziale come quella dei consumatori (obbligatoriamente consultati su queste questioni nel Gruppo Permanente Vini di Bruxelles), soprattutto dal fatto che, essendo i Consorzi di tutela espressione degli stessi produttori, non verrebbe in questo modo garantita la necessaria obiettività delle verifiche. Come rappresentanze dei consumatori abbiamo sempre invocato nella delicata attività dei controlli l’osservanza delle regole elementari di terzietà e indipendenza e non possiamo, pertanto, concordare con un sistema che vedrebbe riuniti negli stessi soggetti le figure di controllori e controllati. Non a caso, infatti, i Consorzi di tutela non hanno mai avuto nessun accreditamento quali soggetti capaci di accertare e certificare la qualità dei processi di produzione e di qualità dei prodotti".

"La posizione del Ministero – concludono le associazioni – ci sembra tanto più incomprensibile in quanto essa appare nettamente in controtendenza con gli orientamenti della Commissione europea, la quale proprio di recente si è espressa, in sede di modifica del Reg. CEE 2081/92, per l’accreditamento obbligatorio degli organismi di controllo delle DOP/IGP".

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