Rivedere il sistema delle tariffe a vantaggio delle famiglie, in particolare quelle numerose. In attesa di conoscere il destino del miliardo di euro accantonato nella Finanziaria per il sostegno alle famiglie, le Acli chiedono al Governo di intervenire da subito in questa direzione per venire incontro alle esigenze reali delle famiglie italiane, in primo luogo quelle numerose, senza particolari oneri aggiuntivi per lo Stato.

Si tratta di un’esigenza espressa in maniera forte e chiara, tra l’altro, dall’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, ricevute proprio oggi da Benedetto XVI in udienza generale, così come dal Forum delle Associazioni familiari.

Essendo numerosi i servizi locali per i quali i cittadini sono chiamati a corrispondere una tassa o un canone, diventa fondamentale far sì che in tutti i casi di contribuzione ai servizi locali si consideri l’utente non come singolo, ma come appartenente a un gruppo familiare. Occorrerebbe, dunque, da una parte predisporre un sistema di tariffe (acqua, gas, rifiuti, servizi e trasporti scolatici, ecc..) che tenga sempre conto della composizione familiare; dall’altra, riconsiderare i criteri di incremento progressivo dei costi dei servizi pubblici legati ai maggiori consumi delle famiglie numerose. Infatti, attualmente, le famiglie con figli, consumando necessariamente di più, sono ingiustamente penalizzate dall’aumento più che proporzionale del costo pro-capite.

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