L’appuntamento è domani, 26 ottobre, a Roma, presso la Sala Capranica (Piazza Capranica 101, ore 11): Conferenza delle Regioni, Anci (l’associazione nazionale dei comuni italiani) Upi (l’Unione delle Province d’Italia), Uncem (l’unione nazionale dei comuni e delle comunità montane) insieme per protestare contro le misure della Finanziaria 2006 che tagliano il Fondo per le politiche sociali fino al 50%, impedendo agli enti locali di garantire ai cittadini servizi sociali programmati sul territorio e rivolti alle fasce sociali più deboli, alla famiglia, agli anziani, ai minori, ai disabili.

Il Fondo nazionale per le politiche sociali – come spiega il Minwelfare sul suo sito web – "è il principale strumento di finanziamento delle politiche sociali italiane. Con il Fondo Sociale si supera la logica delle singole leggi di settore, per concepire gli interventi di politica sociale come azioni integrate, in un quadro di coerenza, con le politiche sanitarie e socio lavorative". E non basta. "Il Fondo Sociale, difatti, va a finanziare – prosegue la presentazione – un sistema articolato di Piani Sociali Regionali e Piani Sociali di Zona, che descrivono, per ciascun territorio, una rete integrata di servizi alla persona rivolti all’inclusione dei soggetti in difficoltà, o comunque all’innalzamento del livello di qualità della vita".
Appunto.

"La manovra derivante dal disegno di legge per la Finanziaria 2006 – si legge nel documento che la Conferenza delle Regioni ha presentato alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato – riduce in termini reali le risorse e presenta aspetti di insostenibilità e di difficilissima realizzazione in quanto:
– per la spesa corrente al netto del sociale, della sanità e del personale, si fa riferimento a riduzioni consistenti (-3,8%) rispetto al 2004;
– per la spesa di personale si impone una riduzione dell’1% sempre sul 2004, che in alcune realtà potrebbe essere conseguita solo con pesanti e irrealistiche diminuzioni delle piante organiche effettive;
– per la sanità il disegno di legge dimensiona il fabbisogno 2006 ad un importo (circa 90 miliardi) lontano dal fabbisogno reale che è quantificato in 93,2 miliardi (cifra che tiene conto dell’aumento dei costi per l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, ndr). Rispetto alla spesa prevista nel DPEF 2006/2009 per l’anno 2006 viene operato un taglio di 4,5 miliardi. Inoltre per i deficit pregressi vengono attribuiti solo 2 miliardi, che dovranno comunque essere ripartiti tra le Regioni sulla base delle quote di accesso come finora avvenuto, anziché i 4,5 miliardi quantificati dalle Regioni solo per l’anno 2004".

Peraltro, sottolineano i rappresentanti degli enti locali, non sarà erogata la seconda tranche del Fondo prevista per il secondo semestre del 2005. Le Regioni, in particolare, si trovano dunque scoperte per 504 milioni nella spesa sociale di quest’anno, e il taglio del Fondo sociale previsto dalla Finanziaria 2006 è confermato fino al 2008.
E’ durissimo il commento di Antonio De Poli, coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni: "Siamo delusi, ma al tempo stesso fermi. Le risorse della seconda tranche del Fondo sociale non possono venire a mancare, si devono trovare, è primario l’intervento per i cittadini ed è una questione al di fuori dei colori di appartenenza politica". "Le risorse destinate nella Finanziaria per l’anno corrente – spiega De Poli – registrano un ‘buco’ di 500 milioni di euro, dovuto a versamenti pregressi all’Inps da parte del Fondo stesso, che aveva una dotazione di 1 miliardo di euro, più un 2%, da poter essere distribuito ai soggetti pubblici locali che si occupano del sociale, primi tra i quali le Regioni. Finora, non c’è stata risposta positiva alle richieste di reintegrare il fondo chiesto dalle Regioni ormai da mesi e sulle quali c’erano state solenne promesse di molti Ministri".

In un incontro il 19 ottobre scorso, tra l’altro, i ministri Maroni (Lavoro e Politiche sociali) e La Loggia (Affari regionali), pur confermando la loro disponibilità a riproporre nelle sedi opportune la questione del fondo sociale, avevano comunque sottolineato la mancanza di copertura finanziaria.
"Il Fondo sociale – dice Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni – è un capitolo di spesa che riguarda anziani, handicappati, tossicodipendenti: un taglio di questo capitolo significa rendere più precaria la coesione sociale fino a comprometterla". "E’ una beffa – sottolinea Errani – rispetto alle dichiarazioni rassicuranti che non ci saranno tagli".

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