Oggi presso Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Sottosegretario del Ministero del Lavoro Pasquale Viespoli ha incontrato i giornalisti per presentare due importanti iniziative per migliorare la qualità dei servizi e l’integrazione dei processi di assistenza in tema di internazionalizzazione del mercato del lavoro. La prima azione è finalizzata a qualificare la cooperazione tra le istituzioni e le strutture tecniche di paesi del Mediterraneo, dell’Est europeo e dell’Asia, per migliorare l’efficienza dei servizi finalizzati alla mobilità internazionale dei lavoratori, e per mettere a punto strumenti di formazione e selezione di lavoratori all’estero (promozione del diritto di prelazione-legge Bossi-Fini).

La seconda iniziativa intende sviluppare un’azione sperimentale per rafforzare i servizi per la formazione ed il lavoro degli Italiani all’estero presenti in tre paesi dell’America Latina, favorendo una maggiore integrazione con il mercato del lavoro italiano.
Il Sottosegretario ha illustrato i due progetti riguardanti la rete dei servizi messa in opera dal Ministero per i lavoratori immigrati da qualificare secondo le esigenze del mercato italiano, e le azioni per le comunità di Italiani all’estero in sinergia con le iniziative delle nostre imprese.

Entrambi i progetti prevedono l’assistenza tecnica italiana (a cura di Italia Lavoro) per l’impianto operativo della rete dei servizi.

Riportiamo di seguito i dettagli:

La mobilità internazionale del lavoro
Il fabbisogno di importare manodopera dall’estero è un dato strutturale del nostro mercato del lavoro che ha la propria origine nella caduta della natalità avvenuta a partire dalla metà degli anni ’60 ed una conseguente insufficienza strutturale dell’offerta di lavoro autoctono, in particolare nelle regioni del centro nord. Dal 1970 ad oggi, in Italia si è passati da meno di 100.000 immigrati a quasi 3 milioni con un elevato ritmo di crescita negli ultimi cinque anni.
Da ciò la necessità di avviare un progetto per facilitare e orientare la mobilità transnazionale dei lavoratori. Con questo intervento, il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali si propone di sviluppare e qualificare i servizi per il lavoro nei paesi esteri, elaborando un modello di servizio per la rilevazione del fabbisogno delle imprese e la definizione di percorsi formativi all’estero. In un contesto di sicurezza e garanzia per tutti i cittadini italiani e stranieri, è fondamentale che i lavoratori immigrati siano formati nei loro paesi d’origine per rispondere alle esigenze del mercato italiano. Il progetto intende, inoltre, favorire la diffusione di metodologie e strumenti per l’analisi dell’offerta e la mobilità dei lavoratori.
Obiettivi generali

  • Messa a punto, nei paesi di origine dei flussi migratori, di strumenti di selezione di lavoratori e accompagnamento al mercato del lavoro italiano, al fine di promuovere la formazione dei lavoratori all’estero previsto dalla legge Bossi-Fini (189/2002) nonché la formazione dei lavoratori immigrati già presenti sul territorio nazionale al fine di rispondere in maniera più efficace al fabbisogno ed alla domanda di lavoro.
  • Assistenza tecnica alle Regioni a sviluppare ed elaborare un "modello di servizio" per qualificare e gestire i processi di mobilità transnazionale dei lavoratori stranieri attraverso piani formativi che facilitino l’incontro tra domanda e offerta di lavoro

Aree di intervento

  • Mediterraneo
  • Balcani
  • Est Europa
  • Sud-Est Asiatico

Occupazione e sviluppo della comunità degli italiani all’estero
Le comunità degli italiani all’estero contribuiscono con il loro lavoro allo sviluppo ed alla crescita sociale ed economica dei paesi che li accolgono. Rappresentano, inoltre, un ponte di civiltà per lo sviluppo e l’integrazione tra culture, mantenendo forti legami con le radici originarie.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con il Ministero degli Esteri, intende contribuire alla loro integrazione con il mercato del lavoro locale nonché con quello italiano. Mira, inoltre, a sviluppare una rete di servizi efficienti per aumentare l’occupabilità dei lavoratori e per soddisfare le esigenze professionali delle imprese italiane, in un rapporto di ampia collaborazione con gli Enti e le Organizzazioni italiane presenti ed i Governi locali. In tal modo, il Ministero del lavoro si propone di contribuire al sostegno dello sviluppo economico, valorizzando gli investimenti italiani all’estero e facilitando le prospettive occupazionali, la mobilità ed il rientro dei lavoratori in Italia.
Obiettivi generali

  • Sviluppare e mettere a regime il sistema di censimento dei fabbisogni professionali, gestione dell’offerta formativa e monitoraggio integrandoli nella piattaforma SPF del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  • Promuovere ed organizzare la rete dei servizi per la Formazione ed il Lavoro degli italiani all’estero integrati nel network nazionale dei servizi per l’occupazione
  • Sperimentare azioni di politica attiva del lavoro finalizzate a migliorare gli asset di occupabilità degli italiani e lo sviluppo imprenditoriale

Aree di intervento
Il progetto, promosso e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e realizzato con la collaborazione di Italia Lavoro, costituisce una prima sperimentazione di intervento organico sul tema dello sviluppo dei servizi per il lavoro e l’occupazione degli italiani all’estero e sarà realizzato in tre paesi: Argentina, Brasile ed Uruguay. In particolare le azioni verranno realizzate nell’ambito delle aree metropolitane di Buenos Aires, S. Paolo, Montevideo, e successivamente potranno essere estese agli altri poli di presenza degli italiani.

 

 

 

 

 

 

 

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