Disco verde della commissione Lavoro allo schema di decreto legislativo sulla riforma del Tfr (Atto 550). Il parere favorevole al provvedimento sulle pensioni complementari è arrivato oggi dall’undicesimo gruppo di lavoro di Montecitorio con la conferma della deliberazione del 29 settembre scorso. Il provvedimento sulle pensioni integrative infatti, dopo aver incassato un primo via libera dalle commissioni competenti di Camera e Senato, era stato rinviato al Parlamento dal Consiglio dei ministri del 5 ottobre scorso. Lo stop dell’esecutivo al testo in esame aveva sollevato le proteste del ministro del Welfare Roberto Maroni, promotore della riforma, che aveva denunciato le pressioni del mondo finanziario italiano ritenute responsabili dell’insabbiamento del provvedimento.

Oggi un’unica osservazione è stata riformulata dalla commissione Lavoro e riguarda la possibilità di adottare, nella normativa sul conferimento del Tfr, previsioni particolari, anche in deroga, per le imprese che non abbiano le condizioni per l’accesso al credito, verificando che non si determini però un concreto pregiudizio per i lavoratori.
L’atto mira in particolare all’adozione di misure per l’incremento dei flussi di finanziamento alle forme pensionistiche complementari, i lavoratori si troveranno così a scegliere se conferire il Tfr ai fondi pensione oppure lasciarlo depositato presso i datori di lavoro. Altre disposizioni del provvedimento riguardano il perfezionamento del sistema di vigilanza sul settore e la ridefinizione della disciplina fiscale della previdenza complementare.

Dopo il pronunciamento della commissione Lavoro di Palazzo Madama, atteso con qualche giorno di ritardo rispetto al termine previsto del 5 novembre, l’atto ritornerà al Consiglio dei ministri per il varo definitivo.

 

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