WWF e l’Unione delle Province Italiane (UPI) hanno oggi firmato un accordo per tutelare la biodiversità italiana con un approccio innovativo basato sulla conservazione ecoregionale. La nuova proposta nasce dall’ambizione di coniugare scienza e politica, ecologia ed economia, una sfida di portata internazionale. L’approccio ecoregionale si basa, infatti, sulle migliori conoscenze scientifiche oggi disponibili e sulla partecipazione del maggior numero possibile di parti interessate. Si tratta di "un metodo di lavoro – ha spiegato in una nota Fulco Pratesi Presidente del WWF Italia – che prevede la conservazione di vaste aree d’importanza strategica per la sopravvivenza di un gran numero di specie e di habitat".

Un convegno nazionale dedicato alla ”Conservazione Ecoregionale, le Reti Ecologiche e il Governo del Territorio”, presso la Riserva Naturale Statale Abbadia di Piastra, farà seguito all’accordo il 9 e 10 giugno prossimi. Obiettivo dell’incontro è offrire l’occasione per un confronto sul rapporto tra conservazione della biodiversità e i diversi strumenti per il governo del territorio. In particolare sarà affrontato il tema dell’attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Codice Urbani, d.lgs 22.1.2004 n. 42).

Al centro della realizzazione dell’accordo ci sarà "l’incontro del gruppo di lavoro – ha aggiunto Pratesi – per le aree naturali protette della Convenzione Internazionale per la Biodiversità, che si svolgerà la prossima settimana in Italia dal 13 al 17 giugno a Montecatini.".

Per l’Upi stringere questa alleanza è stato "il naturale approdo di un percorso ormai rodato – ha sottolineato il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – Lo dimostrano i dati sui bilanci: dal ’99 al 2003, le Province hanno incrementato gli investimenti per la gestione del territorio del 279,85%, e quelle per le funzioni specifiche della tutela ambientale del 60,62%. Per questo i temi della salvaguardia ambientale, della tutela del territorio e delle risorse idriche saranno considerati prioritari nelle proposte e richieste che l’Upi presenterà al Governo negli incontri che a breve inizieranno per la definizione del Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria) e della prossima legge finanziaria".


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