Codacons presenta ricorso contro gli apparecchi per trattamento dell'acqua potabile (Foto Pixabay)

Acqua, Codacons presenta ricorso contro sistemi di filtraggio e trattamento

Il Codacons presenta ricorso contro gli apparecchi per trattamento dell’acqua potabile. Secondo l’associazione, il decreto n° 25 del 7 febbraio 2012 non fornisce controlli adeguati sulle acque trattate e utilizzate sul mercato. Questa carenza crea un vuoto normativo che mette a rischio la salute dei consumatori

Il Codacons critica i dispositivi per il trattamento dell’acqua potabile, portando la questione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio. In una società in cui sempre più famiglie italiane e locali pubblici, come ristoranti, adottano tali dispositivi, il Codacons solleva preoccupazioni riguardo la qualità dell’acqua e sospetta sulla trasparenza nei confronti dei consumatori.

Criticità “tecniche” sulla gestione del consumo dell’acqua

Il ricorso si concentra sul Decreto del Ministero della Salute del 7 febbraio 2012, numero 25, che stabilisce le linee guida tecniche per le apparecchiature destinate al trattamento dell’acqua potabile destinata al consumo. Il Codacons afferma che, nonostante il decreto sia stato progettato per garantire la qualità dell’acqua trattata, non fornisce controlli adeguati sulle acque trattate utilizzate sul mercato. Questa carenza, sostiene l’organizzazione, crea un vuoto normativo che mette a rischio la salute dei consumatori.

Uno degli aspetti critici sollevati riguarda il fatto che la normativa attuale sposta la responsabilità della conformità dei dispositivi di trattamento delle acque sui produttori e distributori, eliminando di fatto la necessità di controlli da parte delle autorità sanitarie competenti. Questo solleva preoccupazioni sulla qualità e sicurezza dell’acqua trattata che i consumatori utilizzano ogni giorno.

I consumatori chiedono trasparenza e informazione

Un altro punto cruciale sollevato dal Codacons riguarda la trasparenza e l’informazione fornita ai consumatori. L’organizzazione sostiene che le informazioni sui trattamenti applicati e sugli effetti dell’acqua trattata devono essere complete e accessibili, al fine di evitare confusioni e inganni. Alcune pubblicità potrebbero suggerire che l’acqua trattata sia equivalente o addirittura superiore all’acqua minerale, senza fornire prove scientifiche per supportare tali affermazioni.

La richiesta del Codacons al Tar

Il Codacons ha quindi chiesto al Tar di annullare il Decreto Ministeriale 25/2012, sottolineando la necessità di controlli più rigorosi sulle acque trattate utilizzate sul mercato e di una maggiore trasparenza nelle informazioni fornite ai consumatori.

L’organizzazione sostiene che solo attraverso una regolamentazione più severa e una maggiore vigilanza da parte delle autorità competenti si potrà garantire sicurezza e salute. Pertanto, è essenziale un intervento esecutivo per porre fine a queste preoccupazioni e proteggere i diritti e la sicurezza dei consumatori.


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