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Acqua & gli italiani, i problemi

Acqua & gli italiani, i problemi sono tanti. C’è un problema di bollette: una grande differenza nella spesa media da città a città, da regione a regione. C’è un problema nel consumo di acqua in bottiglia, sempre molto alto. La dispersione idrica non accenna a diminuire. E c’è una complessiva scarsa percezione di quanta acqua si consumi ogni giorno – tantissima, oltre 240 litri a persona per le esigenze quotidiane. Non solo. A tutto questo si aggiunge la carenza di informazioni su una serie di varie voci che vanno dall’esistenza del bonus sociale idrico alla provenienza dell’acqua in bottiglia si beve.

È dunque un rapporto complicato quello fra l’acqua e gli italiani. Così almeno quanto emerge dai nuovi dati diffusi oggi da Cittadinanzattiva nel dossier Acqua: risorsa e servizio da tutelare, il rapporto annuale sul servizio idrico integrato, che contiene dati sui prezzi, tariffe, consumi e spreco di acqua.

 

acqua cittadinanzattiva
Dossier Acqua: risorsa e servizio da tutelare, Cittadinanzattiva 2021

 

Acqua: focus sulla bolletta idrica

Nel 2020 è di 448 euro l’anno la cifra spesa dalle famiglie per la bolletta idrica, con un aumento del 2,6% rispetto al 2019.

«Frosinone – spiega Cittadinanzattiva – balza in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia più cari con una spesa media a famiglia di 845 euro, mentre Milano conquista la palma di capoluogo più economico con 156 euro. Gli incrementi più elevati si registrano a Isernia (+27,5%), che nel 2019 era la città più economica, e a Vibo Valentia (+21,5%)».

La classifica delle città più care comprende anche Grosseto e Siena (813 euro), Livorno (773 euro) e Arezzo (770 euro). Mentre quella delle città più economiche per bolletta d’acqua conta anche Trento, Isernia e Cosenza (con una bolletta inferiore ai 200 euro l’anno) e Campobasso con 200 euro.

Ci sono poi le differenze regionali. Rispetto alla media italiana, le regioni più care sono la Toscana (710 euro l’anno la bolletta dell’acqua), Marche e Umbria (rispettivamente a 535 euro e 531 euro), il Lazio (523 euro) e l’Emilia Romagna (515 euro).

«Le regioni centrali si contraddistinguono in media per le tariffe idriche più elevate e una spesa media annua a famiglia di 614 euro (+3,2% rispetto al 2019) – dice ancora Cittadinanzattiva –  La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è il Molise (€181) ma con un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Al contrario, la regione con la spesa più elevata è la Toscana (€ 710, +3,2%.). Evidenti differenze di spesa continuano a rilevarsi anche all’interno delle stesse regioni. Ad esempio, in Sicilia, tra Enna e Catania intercorre una differenza di 509 euro».

Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi.

 

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Dossier Acqua: risorsa e servizio da tutelare, Cittadinanzattiva 2021

 

Gli italiani e l’acqua secondo Cittadinanzattiva

«Sono ancora molte le criticità che affliggono il servizio e la risorsa idrica – dice Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva –  Differenze territoriali rilevanti in termini di adeguatezza delle infrastrutture, qualità e tariffe sono note dolenti, alle quali si aggiunge anche la scarsa fiducia dei cittadini nei confronti dell’acqua di rubinetto e l’adozione di comportamenti d’uso poco consapevoli e responsabili».

E spiega: «Per quanto riguarda il livello di fiducia dei cittadini verso l’acqua di rubinetto, sicuramente non aiutano notizie come l’ultimo deferimento dell’Italia (9 giugno 2021) alla Corte di Giustizia Europea per la fornitura di acqua potabile non sicura in alcune aree del viterbese. Ci auguriamo che le novità introdotte dalla nuova Direttiva europea (2020-2184) possano contribuire ad aumentare la fiducia verso questa risorsa, anche grazie alle previsioni di maggiori informazioni rivolte ai cittadini».

Acqua, la dispersione

Fra i dati da sottolineare, ci sono quelli sulla dispersione dell’acqua. I dati Istat del 2018 dicono che a livello nazionale va dispersa il 42% dell’acqua immessa, con evidenti differenze fra le aree geografiche e le singole regioni.

Si va da oltre il 48% sia al Sud e isole che al Centro, a circa il 35% al Nord. In testa per livelli di dispersione l’Abruzzo con il 55,6%, segue l’Umbria con il 54,6% e il Lazio con il 53,1%, la più virtuosa la Valle d’Aosta con il 22,1%.

 

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Dossier Acqua: risorsa e servizio da tutelare, Cittadinanzattiva 2021

 

Il consumo di acqua in bottiglia

Quando si parla di acqua bisogna poi considerare altri elementi. Uno riguarda l’elevato consumo di acqua imbottigliata che caratterizza gli italiani. In media ogni anno gli italiani consumano circa 220 litri a persona di acqua minerale in bottiglia.

Da una doppia consultazione civica effettuata da Cittadinanzattiva nel corso del 2020 su un totale di circa 6000 cittadini, emergono informazioni interessanti su soddisfazione delle famiglie in merito all’acqua di rubinetto, su accorgimenti per sprecarne meno, e su informazioni di cui avrebbero bisogno.

Il 46,4% degli intervistati dichiara di consumare prevalentemente acqua di rubinetto e dà una buona valutazione dell’acqua che beve. Il 43,7% consuma invece acqua imbottigliata (il 62% in plastica) e lo fa prevalentemente perché non gradisce il sapore di quella di rubinetto o non si fida dei controlli sulla potabilità.

I consumi d’acqua degli italiani

Gli italiani si caratterizzano anche per consumi medi pro capite di acqua per le esigenze quotidiane. Sono al primo posto in Europa con 243 litri a persona al giorno, contro una media europea di 120 litri.

Hanno anche una scarsa percezione dei propri consumi di acqua quotidiana. Il 73% degli italiani sostiene infatti di consumare tra i 50 e i 100 litri di acqua al giorno mentre solo poco più del 2% indica consumi più rispondenti alla realtà.

Questo ha un impatto negativo anche sulla limitazione degli sprechi.

«Sebbene il 94% dei rispondenti – si legge nel dossier di Cittadinanzattiva – dichiari di adottare accorgimenti per contenere gli sprechi di acqua, si tratta in misura minima di interventi che potrebbero incidere in modo più netto sul risparmio idrico e si limitano nella gran parte dei casi al “chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti” o al “preferire la doccia in luogo del bagno”. Meno della metà dichiara infatti di riparare immediatamente guasti che provocano perdite e solo il 34% sostiene di aver installato miscelatori d’aria ai rubinetti e/o allo scarico del water. In percentuale ancora minore ci si riferisce al regolare controllo del misuratore per individuare eventuali perdite occulte o al riutilizzo dell’acqua utilizzata per sciacquare frutta e verdura. Quasi inesistenti le scelte di acquisto dei prodotti sulla base della loro impronta idrica».

Il problema di consapevolezza e conoscenza c’è anche per altri aspetti che riguardano l’acqua.

«Oltre il 70% dei cittadini non conosce il bonus sociale idrico, il 65% non sa quale sia la tariffa applicata dal suo gestore, il 30% non sa chi effettua i controlli sull’acqua – dice Cittadinanzattiva –  Effettivamente alcune di queste informazioni non sono reperibili nelle Carte della qualità dei servizi, di cui dispone la gran parte dei capoluoghi di provincia italiani e reperibili sui siti web dei gestori. Circa due Carte su tre infatti non contengono informazioni sul bonus sociale idrico, una su tre non dà informazioni sulla qualità dell’acqua erogata, una su cinque non rileva il grado di soddisfazione dei cittadini».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

1 thought on “Acqua & gli italiani, i tanti problemi dalle bollette ai consumi

  1. come sempre tante denunce, tante parole……. e da decenni nessuno fa nulla per cambiare veramente qualcosa! in meglio, si spera!

Parliamone ;-)

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