Amministratore di condominio: tutti i requisiti richiesti per svolgere la professione (Foto Pixabay)

L’amministratore di condominio è una figura professionista normata dal codice civile che ha il compito di gestire e amministrare gli immobili condominiali. Proprio per questo viene nominato da un’assemblea condominiale da cui viene autorizzato a rappresentare il condominio.

È risaputo che l’obbligo di nomina di un amministratore di condominio scatta quando questo è composto da otto o più condomini residenti, ma quali sono i requisiti per poter ricoprire questo ruolo? Se si aspira a ricoprire questo ruolo come tanti altri professionisti, è bene sapere che l’amministratore può essere scelto tra i condomini stessi oppure essere un professionista esterno, che spesso opera per conto di aziende specializzate come ad esempio Estia.

Indipendentemente da questo, ci sono determinati requisiti che ogni persona deve rispettare se vuole amministrare uno o più condomini. Andiamo quindi a vedere tutte le prerogative previste dal codice civile e che devono essere adempiute da tutti gli amministratori.

Requisiti per essere amministratore di condominio

I requisiti da possedere per diventare amministratore di condominio sono vari:

  1. Possesso dei diritti civili. Il nostro ordinamento distingue capacità giuridica e capacità di agire. La prima si traduce nell’attitudine a essere titolare dei propri diritti e doveri, mentre la seconda dimostra la vera e propria possibilità di disporre dei propri diritti. Ecco perché questo requisito può venire meno dal momento in cui una persona presenta una mancanza o una riduzione della capacità di intendere e di volere;
  2. Non aver commesso delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica, l’amministrazione della giustizia e il patrimonio;
  3. Non aver commesso altri delitti dolosi per i quali è prevista la pena della reclusione da 2 a 5 anni;
  4. Non essere interdetti o inabilitati. Queste due condizioni si presentano quando nella persona si riconosce una incapacità ad agire e per questo viene affiancata da un tutore o da un curatore che si occupano dei suoi bisogni;
  5. Non essere annotati nell’elenco dei protesti cambiari. Con “protesto” si intende un atto pubblico attraverso cui i pubblici ufficiali dichiarano il mancato pagamento di un cambiale, tratta o pagherò cambiario, oppure il mancato pagamento di un assegno bancario o postale;
  6. Aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  7. Aver frequentato un corso di formazione iniziale. Scopri il corso di formazione per amministratore di condominio obbligatorio dal 2013 per ottenere l’abilitazione alla professione.
  8. Svolgere formazione periodica annuale in materia di amministrazione e gestione condominiale.

Chi è esente dai requisiti per amministratore di condominio

Come già detto, un’assemblea condominiale può nominare come proprio amministratore un professionista esterno oppure una persona facente parte dei condomini dello stabile. Nel secondo caso, non essendo una persona che svolge a tutti gli effetti il lavoro di amministratore di condomino, il codice civile prevede l’esenzione dai seguenti requisiti:

  • Aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • Aver svolto il corso di formazione obbligatorio dal 2013.

Tuttavia, per rientrare in questa esenzione il privato eletto dall’assemblea del condominio deve obbligatoriamente aver svolto l’attività di amministrazione condominiale per almeno un anno a distanza massima di tre anni dell’entrata in vigore della riforma sul corso di formazione. In ogni caso, la persona rimane comunque obbligata a svolgere una formazione periodica annuale per mantenere la sua posizione di amministratore del proprio condominio.


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