Nessun allaccio di acqua, luce e gas per chi occuperà una casa, anche se vuota. Bonus mobili di 10mila euro svincolato dalla ristrutturazione dell’abitazione. Cedolare secca al 10% per i canoni concordati. Prorogati fino al 31 dicembre 2015 i benefici degli inquilini che denunciano il nero. Sono questi i punti salienti del decreto casa approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati.
Non mancano le critiche come quella dell’Unione Inquilini secondo cui il decreto non contiene nessuna svolta per chi è senza casa: “Non si è voluto trovare la copertura all’incremento delle detrazioni fiscali per tutti gli inquilini. Non si è voluto eliminare la cedolare secca per il libero mercato, un regalo immotivato alla rendita immobiliare che sull’affitto senza regole, paga meno tasse del salario di un operaio” si legge nella nota.
L’Unione stigmatizza anche la cedolare secca: “La riduzione al 10% della cedolare secca per coloro che accettano il canale contrattuale concordato è una misura al tempo stesso inadeguata e insufficiente. Inadeguata perché non crea una differenza significativa con l’attuale tassazione del libero mercato; insufficiente perché, per contrastare efficacemente il fenomeno sconvolgente degli sfratti per morosità, occorre creare un comparto di affitto con canoni almeno il 30-40% sotto il canale concordato. Per questo, avevamo proposto un intervento drastico, che si compensava al suo interno: eliminare la cedolare secca sul libero mercato e azzerare la tassazione ai proprietari che accettano canoni ridotti anche rispetto al canale concordato”.


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