Che cos'è la ventilazione meccanica controllata (fonte foto pixabay)

Quando l’aria in casa o nell’ufficio risulta pesante e viziata, è necessario aerare il locale per evitare il proliferare di muffe e batteri, che potrebbero portare o aggravare spiacevoli mal di testa e allergie. Nella maggior parte dei casi, ci si limita ad aprire le finestre, ma non sempre questo piccolo gesto quotidiano è la soluzione migliore, in quanto contribuisce ad aumentare la dispersione termica e far lievitare il costo delle bollette.

Installando un impianto di ventilazione meccanica controllata, si potrà cambiare l’aria in modo molto più efficace, mantenendo al contempo una temperatura costante e piacevole. L’azione sinergica della ventola e dello scambiatore di calore ottimizzano il procedimento, prelevando l’aria dall’ambiente interno e utilizzandola per riscaldare o raffreddare quella proveniente dall’esterno, prima di espellerla e sostituirla.

A seconda delle proprie esigenze, si potrà optare per un impianto VCM puntuale oppure centralizzato.

Impianti di ventilazione meccanica controllata: come funzionano

Gli impianti di ventilazione meccanica controllata, comunemente noti con l’acronimo VMC, sono dei dispositivi che garantiscono un ottimo ricambio dell’aria nei luoghi chiusi. Eliminando polveri sottili, odori, sostanze inquinanti e umidità in eccesso, rendono l’aria più salubre, eliminano o limitano il rischio che batteri e muffe proliferino, ed evitano che i vetri si appannino.

Il loro funzionamento è molto semplice:

  • l’aria del locale viene aspirata e convogliata in uno scambiatore di calore;

  • l’aria esterna viene purificata e rinfrescata o scaldata dal recuperatore di calore;

  • la prima viene quindi espulsa all’esterno;

  • la seconda viene immessa nell’ambiente interno attraverso apposite bocchette.

Il processo è a ciclo continuo e permette di godere sempre di aria piacevolmente pulita e dalla temperatura gradevole.

VMC: quali tipologie esistono

In commercio è possibile trovare vari impianti VMC; in particolare, è possibile individuare tre tipologie principali, ossia:

  • gli impianti centralizzati: detti anche “a canalizzazione collettiva”, sono tipici dei condomini, in quanto permettono di sostituire l’aria a più appartamenti tramite un’unica unità;

  • i VMC a canalizzazione individuale: questi dispositivi sono pensati per alimentare una singola abitazione;

  • i sistemi puntuali: detti anche “decentralizzati”, presentano unità di ventilazione che andranno posizionate nei singoli locali in cui si intende purificare l’aria.

Ognuno di questi impianti, può essere a singolo flusso o a doppio flusso; il modello puntuale può inoltre presentare unità a singolo flusso o a doppio flusso alternato, nonché di immissione a pressione positiva.

Singolo flusso e doppio flusso: quali sono le differenze

Le unità a singolo flusso presentano un solo foro e agiscono alternativamente sull’aria interna e su quella esterna; in un primo tempo, la ventola assorbe l’aria interna e la convoglia nello scambiatore di calore prima di espellerla. Dopo circa un minuto, viene prelevata l’aria esterna, purificata e riscaldata, quindi immessa nell’ambiente.

I sistemi a doppio flusso presentano invece due fori, uno per l’aria in entrata e uno per quella in uscita, e garantiscono un ricambio costante dell’aria, nonché la purificazione di quella in entrata.

Qual è il miglior impianto VMC

La scelta dell’impianto VMC deve essere effettuata tenendo conto delle specifiche esigenze e delle caratteristiche dell’abitazione. Chi cerca una soluzione che permetta di controllare l’aria di un intero condominio, potrà optare per un sistema a canalizzazione collettiva con doppio flusso, mentre per purificare singole stanze, studi e uffici, la scelta migliore è il sistema puntuale, sempre a doppio flusso, in grado di offrire i massimi benefici in termini di qualità dell’aria e temperatura.


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