Codici critica il nuovo Plafond di 2 miliardi di euro messo a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti, secondo una convenzione con l’Abi, per la concessione di mutui ipotecari a persone fisiche. Oltre a non risolvere la grave emergenza casa, l’iniziativa si presta a diverse criticità. C’è chi parla con facile entusiasmo di facilitazioni per l’erogazione dei mutui per l’acquisto, la ristrutturazione della casa o l’accrescimento dell’efficienza energetica.
In realtà non è tutto oro quello che luccica: il fondo non è un aiuto di Stato ma è basato sui soldi dei correntisti. Vengono agevolate le persone che già si possono permettere di comprare una casa. Inoltre, si erogano tali fondi seguendo le logiche di mercato.
Allora, chiede il Codici, che vantaggio c’è per i cittadini? Un’iniziativa veramente utile dovrebbe aiutare quei consumatori che non hanno i requisiti necessari per accedere ai mutui. Sarebbe utile creare un fondo che veramente potesse fungere da polmone finanziario per dare nuova vita al mercato immobiliare. Purtroppo, però, non è così, visto che la convenzione non è una misura agevolativa che prevede uno sconto sul tasso d’interesse. Infine le banche mantengono un ruolo del tutto vantaggioso: sono loro, con i propri parametri, a fare l’istruttoria. Addirittura esse aggiungono un proprio Spread personalizzato.
“In realtà non stiamo parlando di aiuti di stato, ma aiuti dei consumatori, perchè vengono utilizzati i soldi del risparmio postale! – commenta Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici – Un’iniziativa presentata come vantaggiosa, in realtà risulta anche più costosa, perché c’è una doppia cessione del credito che comporta un costo aggiuntivo, visto che c’è un ulteriore contratto da firmare. Siamo di fronte ad una media di 10.000 mutui a tasso fisso. Questo non rilancerà mai il mercato immobiliare, ma è solo l’ennesimo favore che si fa alle banche. In pratica, con i soldi dei consumatori si fanno i prestiti ai più agiati, come se il governo prendesse soldi ai poveri per darli a i ricchi”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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