Tassa sugli ascensori o semplici (e utili) interventi di sicurezza? La recente polemica sul decreto in arrivo, che obbligherebbe i condomini a fare verifiche e interventi straordinari sugli ascensori, prende una nuova piega. Quella della difesa delle persone con disabilità che attualmente sono svantaggiate rispetto all’uso dell’ascensore: sono quasi 700mila gli ascensori sprovvisti di un collegamento telefonico con un centro di soccorso e circa 350mila hanno lo scalino all’ingresso della cabina che ne ostacola l’accesso. A dare questi numeri è la Onlus FIABA che si dice soddisfatta dell’iniziativa del Governo di promuovere l’adeguamento della sicurezza dei vecchi ascensori e rammaricata per la “campagna di disinformazione giornalistica che ha trasformato la verifica ed adeguamento dei vecchi ascensori in una nuova tassa.
FIABA si auspica che “il Governo, garante il Presidente della Repubblica, non si faccia condizionare da tali campagne demagogiche e continui a sostenere senza indugio il provvedimento elaborato dal Ministero dello Sviluppo economico, allineando così il livello di accessibilità degli ascensori italiani a quello degli altri principali Paesi europei che hanno da tempo provveduto ad implementare provvedimenti analoghi, applicando una Raccomandazione europea risalente addirittura al 1995″.
Il MISE, per mettere fine alle polemiche una volta per tutte ha puntualizzato che: “la bozza di provvedimento all’esame del Ministero (non ancora discusso dal Consiglio dei Ministri) prevede soltanto il recepimento di una Direttiva UE del 2014 sulla sicurezza degli ascensori. Tale Direttiva stessa richiama espressamente una raccomandazione del 1995 sugli impianti più vecchi, ovvero quelli installati prima del 1999 (cioè l’80% circa del parco italiano), alla quale si è già adeguata la maggior parte dei grandi Paesi europei”.


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