Furio Truzzi, la crescita felice e il ruolo dei consumatori oggi

Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, lancia Expo Consumatori e parla di crescita felice, quella che la manifestazione vuole promuovere, e spiega cosa devono fare i consumatori in un momento storico di crisi molteplici come quelle attuali.

«La difesa migliore è quella collettiva, affermarsi come soggetto politico-sociale che negozia con il governo e partecipa alle scelte strategiche del paese», spiega Truzzi a Help Consumatori raccontando il senso della manifestazione che parte domani.

 

Expo Consumatori “per una crescita felice” è lo slogan storico della manifestazione. Cosa intendete per crescita felice e perché c’è bisogno di una manifestazione del consumerismo come quella che Assoutenti organizza?

In un momento di grande infelicità afflitto da guerre, carestie, disastri ambientali, inflazione, la risposta giusta non è la crescita del PIL, la perpetuazione del modello di sviluppo attuale, ma una “crescita felice” dove la transizione tra il vecchio e il nuovo non sarà indolore ma sarà tanto meno “dolorosa” e difficile quanto più sarà graduale e condivisa e questo può solo dipendere da tutti noi nella nostra dimensione economica-sociale-culturale di consumatori e utenti. Sta a noi saperci autolimitare e auto-orientare verso nuovi consumi e orientare le imprese e le istituzioni. Sia chiaro che noi di Assoutenti siamo quelli che più di ogni altra associazione di consumatori ha fatto propria la cultura della Crescita Felice, l’idea che la transizione non si affronta solo con la riduzione dei consumi totalmente intesi ma con la riduzione di taluni e la crescita di altri.

Meno carne più verdura, più energia rinnovabile meno energia fossile, più cultura meno tv spazzatura e così via in una serie di opposti che invitiamo tutti a identificare e a creare per segnare la voglia, la consapevolezza, la gioia di muoverci verso un mondo nuovo non geografico come fu quello che scoprì Cristoforo Colombo o spaziale come quello che colonizzeranno entro i già citati 30 anni i primi coloni di Marte.

Il nostro mondo di tutti i giorni che diventa nuovo sia nell’esteriorità della nostra vita fatta di agricoltura e mobilità sostenibile, senza combustibile fossile e chimica della plastica, di tecnologie amiche nello studio e nel lavoro; tecnologie che nella interiorità della nostra vita non deturpino le nostre identità e non violino la nostra privacy, ma esaltino i nostri sentimenti e le nostre emozioni positive.

Expo Consumatori è giunta alla quinta edizione ma quest’anno arriva dopo una pandemia e con una guerra in corso. Il contesto sociale, economico, internazionale è cambiato, viviamo in uno scenario di grande crisi. I consumatori sono alle prese con due grandi problemi, i rincari delle bollette dell’energia e l’inflazione alle stelle. Come possono difendersi?

La difesa migliore è quella collettiva, affermarsi come soggetto politico-sociale che negozia con il governo e partecipa alle scelte strategiche del paese. Ad esempio sulle bollette e caro energia abbiamo elaborato una piattaforma insieme a tutte le altre aa cc (associazioni dei consumatori, ndr) che se attuata non inciderebbe sul bilancio dello stato ma sugli enormi extra-profitti di chi in questo contesto ci ha guadagnato e non perso. L’altro modo, la difesa individuale, il fai da te non porta lontano, tuttavia da ogni crisi si può trarre spunto per eliminare l’inutile e il superfluo. I consumi di molte famiglie  sono ridotti sotto il necessario ma molte altre famiglie possono decisamente ridurre quelli inutili e, ad esempio, imparare a fare una spesa alimentare che viene consumata tutta e non buttata via perché fa la muffa nel frigorifero. E’ in un periodo come questo che bisogna aumentare la solidarietà tra consumatori tra chi ha di più, chi ha di meno e chi non ha.


Nel programma di Expo ci sarà un Comitato promotore per la legge costituzionale per i diritti dei consumatori: di cosa si tratta?

A giudizio dei promotori emerge la necessità di una integrazione della Carta costituzionale che si faccia carico di un riequilibrio normativo di quei rapporti economici e giurisdizionali che riguardano i consumatori e che riconosca sia la posizione di debolezza in cui si trovano e sia la sostanziale mancanza di specifiche azioni di tutela.

Una integrazione con questi scopi dovrebbe riconoscere anche il diritto di rappresentanza organizzata di questi interessi ed essere capace di colmare le asimmetrie tra le categorie sociali. Serve una normativa che apra il dialogo presso il Governo e il Parlamento quando questi diritti sono compressi o messi in pericolo o non ugualmente fruibili da tutti.

Occorre anche per spianare la strada ad alcuni tentativi (finora sostanzialmente falliti) di introdurre nel nostro paese (e nell’Europa Unita) una efficace e realistica possibilità di raggiungere l’equilibrio dei diritti di difesa attraverso azioni collettive dei consumatori.

Sostenibilità, transizione ecologica e digitalizzazione sono sfide che hanno un impatto anche sulle famiglie, sui modelli energetici e di consumo, sullo stile di vita. Quali sono i problemi e le opportunità che portano con sé?

Dicevamo che la crescita felice, frutto autentico della transizione ecologico-digitale, è una grande opportunità per suscitare Sentimenti e Emozioni buone da contrapporre a quelle negative, che ci dicano “come vivere” la transizione nella nostra individualità e nei nuovi collettivi sociali a cui apparteniamo, siano quelli delle comunità energetiche che dei gruppi di acquisto “equo e solidale”, guardando alla globalizzazione come una opportunità per ridurre il divario ancora troppo accentuato tra nord e sud del mondo e non come una leva per ampliarlo.

Almeno questa è la progettualità, la speranza a cui ci aggrappiamo, la forza di voler uscire dal pantano e dalle pochezze delle miserie umane fatte di bullismo, di merendine idrogenate, di un consumismo che ha consumato prima di tutto i valori rendendoci indifferenti l’un con l’altro dissimulando la nostra stessa umanità.

Qual è il ruolo del consumerismo in un mondo in crisi e in un momento di crisi quale quello attuale?

Rilanciare i valori fondativi di un modo di vita, di consumi che orienti il mercato facendo “fallire” o meglio accelerando il fallimento della civiltà del consumismo esasperato di massa introducendo quello della prosumer society dove, a partire dall’autosufficienza energetica, si organizza l’economia affinchè ci sia pace tra uomo e natura. Insomma riprendere quel fil rouge che vide i pionieri del consumerismo ergersi non solo come raddrizza-torti in un mercato asimmetrico dove le grandi corporate la facevano da padrone, ma contestando il loro stesso modello di sviluppo. Insomma dobbiamo fare come Ulisse che guida la nave tra Scilla e Cariddi e fa tappare le orecchie di cera per impedire di ascoltare le sirene che li porteranno a sicuro naufragio e lui stesso per sentirle si fa legare all’albero della nave. In realtà tapparsi le orecchie per non ascoltare le continue sirene consumiste  sempre più aggressive aiutate dai big data e aprirle alla nostra coscienza. Cosa c’entrano questi argomenti con noi consumatori e utenti? C’entrano molto crediamo, anzi moltissimo. Quando fondammo l’ Assoutenti 40 anni fa anteponemmo il rispetto della persona, i valori dell’amicizia, della solidarietà, della libertà e della giustizia sociale davanti a qualsiasi strategia politica di difesa e tutela dei consumatori. Questo è il messaggio sempre più attuale e autentico che vogliamo lanciare da consumeristi in questa crisi epocale.


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