Domani 11 aprile Altroconsumo, Test-Achats, OCU, DecoProteste e Proteste Brasil – le Organizzazioni del Gruppo Euroconsumers – incontreranno a Bruxelles i rappresentanti di Facebook per ottenere risposte sullo scandalo dati e ottenere impegni chiari verso i consumatori.

Dopo la vicenda Cambridge Analytica le organizzazioni di consumatori in Belgio, Spagna, Italia, Portogallo e Brasile hanno immediatamente inviato a Facebook una formale diffida per conoscere il grado di coinvolgimento dei cittadini italiani, belgi, spagnoli, portoghesi e brasiliani.

Le Organizzazioni hanno chiesto quali misure implementerà il social network per eliminare conseguenze e rischi per gli utenti e per assicurarsi che siano garantiti il rispetto dei diritti dei consumatori e la loro corretta applicazione. La richiesta finale: sapere come Facebook rimborserà i consumatori sia per l’uso improprio fatto con i dati, sia per il valore economico derivante dallo sfruttamento di essi, di proprietà dei singoli utenti.

I temi sul tavolo sono puntuali, sapendo che quanto successo con Cambridge Analytica è segnale di un sistema più ampio da affrontare e correggere, sistema nel quale i dati sono raccolti e condivisi con terze parti senza che i consumatori ne siano a conoscenza e senza ottenere nulla in cambio.

I consumatori europei hanno un chiaro messaggio per Facebook: i dati appartengono solo e unicamente agli utenti; questi devono in ogni momento avere il controllo sui propri dati, poter autorizzarne l’eventuale utilizzo sapendo per quale scopo e essere compensati in modo equo in cambio del valore creato.

I big data sono oggi una risorsa essenziale per la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e il progresso sociale”, commenta Marco Pierani, direttore Public Affairs e Media Relations per il Gruppo Euroconsumers (Altroconsumo, Test-Achats, OCU, DecoProteste e Proteste Brasil), “Il loro uso non dovrebbe essere considerato in contraddizione con la protezione della privacy dei consumatori. Crediamo che l’economia dei dati possa prosperare; solo dando consapevolezza e rendendo i consumatori i gestori primi possiamo evitare degenerazioni pericolose”.

Per questo motivo, secondo l’opinione di Altroconsumo, Facebook deve offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per essere gli unici gestori effettivi dei propri dati, per poter davvero decidere dove, quando e con chi condividerli, quando smettere di farlo e quando rientrarne in possesso.

“È tempo di smettere di guardare al futuro attraverso uno specchietto retrovisore, è tempo di trovare soluzioni strutturali reali che sfruttino i benefici delle evoluzioni tecnologiche per l’intero ecosistema. Poiché le nostre organizzazioni di consumatori rappresentano un movimento consumerista maturo, siamo pronti a unire le forze con gli attori del mercato responsabili per favorire le condizioni per uno sviluppo economico sociale stabile sulla base di una nuova catena del valore digitale. Spetta a Facebook fare una scelta”, continua Pierani.

“Non accetteremo che la tecnologia che abbiamo creato per espandere la nostra libertà si evolva in un sistema che ci costringe a controllarci. Difenderemo sempre il ruolo centrale dell’essere umano nella società dell’informazione e gli interessi economici legittimi dei consumatori nel mercato emergente dei dati”, conclude Pierani.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)