L’Italia ha ratificato nel 1988 la Convenzione contro la tortura, approvata dall’Onu nel 1984, ma nel codice penale italiano manca ancora il reato di tortura. Per questo, in occasione della Giornata internazionale per le vittime di tortura di domani, Amnesty International Italia, Antigone e Cittadinanzattiva si mobilitano per tornare a chiedere l’introduzione del reato di tortura in Italia. Lo fanno con un appello nel quale, si legge sul sito di Amnesty, si ricorda come “a 13 anni dai terribili fatti del G8 di Genova del 2001, molti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani sono sfuggiti alla giustizia e l’Italia non ha strumenti idonei per prevenire e punire efficacemente simili violazioni. Intanto, molti altri casi che coinvolgono e chiamano in causa le forze di polizia sono emersi e, purtroppo, continuano a emergere. Per fermare queste violazioni e a beneficio del ruolo centrale della polizia nel proteggere i cittadini, bisogna colmare le lacune esistenti. L’Italia deve avere norme efficaci e che soddisfino gli standard internazionali per prevenire e punire la tortura”.
L’assenza di un reato specifico di tortura finora ha fatto sì che eventi qualificabili come tortura siano stati sanzionati in modo lieve o finiti in prescrizione. Spiega Amnesty: “Il 5 marzo 2014, è stato approvato in Senato un testo unificato sul reato di tortura. Il testo introduce il reato specifico di tortura e non richiama il requisito della necessaria reiterazione di atti di violenza o minaccia perché si parli di tortura, qualificando il reato come comune, dunque imputabile a qualunque cittadino, pur prevedendo l’aggravante se commesso da pubblico ufficiale. Inoltre, non persegue le condotte omissive e manca dell’iniziale previsione di un fondo nazionale per le vittime della tortura”.
Nell’appello si chiede dunque di introdurre il reato di tortura nel codice penale, in linea con la Convenzione Onu contro la tortura del 1984; di garantire indagini rapide e trasparenti, e processi equi, in tutti i casi in cui emergano denunce di violazioni dei diritti umani da parte delle forze di polizia; e di assicurare che il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale sia messo nelle condizioni di svolgere un lavoro indipendente ed efficace, affiancandolo ad una Istituzione indipendente per il monitoraggio del rispetto dei diritti umani.
In vista della ricorrenza di domani, dunque, Amnesty International Italia, Antigone e Cittadinanzattiva rivolgono un appello ai presidenti delle commissioni Giustizia della Camera e del Senato perché sia finalmente introdotto il reato di tortura nel codice penale italiano. Viene chiesto alle forze politiche di colmare entro l’anno questa gravissima lacuna che ormai si protrae da oltre un quarto di secolo. Nella stessa giornata, ci saranno anche tre iniziative: a Roma, nella sala conferenze della Fondazione Basso (via della Dogana Vecchia 5), dalle 16 alle 18,30, si terrà l’incontro “Tortura: punto e a capo?” tra le associazioni promotrici e rappresentanti del Parlamento sull’introduzione del reato di tortura in Italia; dalle 19 alle 20.30 le tre associazioni saranno poi in piazza del Pantheon per una mobilitazione pubblica. Sempre domani, in venti città, gli attivisti di Amnesty Italia organizzeranno iniziative nell’ambito della campagna globale “Stop alla tortura” e raccoglieranno firme per chiedere la fine della tortura in Messico e l’introduzione del reato di tortura nel codice penale italiano.

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