Si è riunita a Milano, il 9 luglio 2016, l’assemblea plenaria di “Autismo Lombardia”, il Coordinamento delle Associazioni Lombarde che perseguono l’interesse delle persone con autismo e delle loro famiglie, la loro promozione umana e  l’inclusione nella società.

Lo scorso 7 Luglio la Conferenza Stato Regioni ha approvato i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), riformulati dopo 15 anni senza minimamente considerare le specificità della sindrome autistica. Autismo Lombardia rileva come essi tradiscano le aspettative delle famiglie con autismo perché ignorano sia la legge sull’autismo n.134 del 2015 sia la legge n.112 del 2016 sul Dopo di Noi. In più, includono l’autismo nel capitolo delle psicosi: questo è un grave errore che contrasta con la letteratura scientifica degli ultimi 30 anni e determina il dramma dell’uscita dalla diagnosi di autismo al 18mo anno di età.
Nell’elenco delle prestazioni del pacchetto “psicosi in genere” non vi è traccia dell’intervento cognitivo-comportamentale, aspetto specifico e fortemente qualificante per l’autismo,   raccomandato dalla Linea Guida sull’autismo dell’Istituto Superiore di Sanità, né degli interventi specifici previsti dalle Linee di indirizzo della Conferenza Unificata Stato Regioni ed Enti Locali. Sono proprio tali interventi che possono fare la differenza e dare la possibilità alle persone con autismo di avere una migliore qualità di vita, apprendere nuove autonomie per l’inclusione sociale, prevenire il rischio di un futuro invalidante con costi pesanti per l’intera comunità.
Autismo Lombardia ritiene quindi che sia indispensabile apportare opportune correzioni/integrazioni all’attuale testo sui  Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
A tal fine chiede la collaborazione e l’intervento diretto  della Presidenza di Regione Lombardia, che  a più riprese ha manifestato comprensione e  interesse per le battaglie portate avanti dalle famiglie con autismo, perché tramite i propri uffici competenti si adoperi e promuova la necessaria  revisione del testo in collaborazione con tutte quelle persone che a livello parlamentare (Deputati e Senatori)  possono dar voce ai diritti delle persone autistiche, per un futuro migliore e sostenibile per l’intera comunità.

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