Pulcini maschi, Animal Equality: mancano i provvedimenti per lo stop all’uccisione (Foto Pixabay)
Pulcini maschi, Animal Equality: mancano i provvedimenti per lo stop all’uccisione
Un decreto prevede il divieto di abbattimento dei pulcini maschi appena nati entro il 31 dicembre 2026 ma mancano ancora i decreti attuativi. Nei giorni scorsi l’interrogazione dei deputati M5S
Prosegue la campagna per fermare l’uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova in Italia. Mancano infatti i decreti attuativi per attuare il decreto legislativo che prevede lo stop all’uccisione dei pulcini maschi. Nei giorni scorsi i deputati del Movimento 5 Stelle Alessandro Caramiello, Sergio Costa e Susanna Cherchi hanno presentato alla Camera un’interrogazione attraverso cui viene chiesto al Governo come intende attuare il divieto previsto dalla legge adottata ad agosto 2022, con particolare riferimento alle questioni legate all’etichettatura, alla ricollocazione dei pulcini, alle tecnologie di ovo sessaggio e all’adattamento degli incubatoi richiesti dalla norma.
Pulcini maschi nell’industria delle uova, una pratica da fermare
Il 7 gennaio 2024, ricorda l’interrogazione, è entrato in vigore il decreto legislativo 7 dicembre 2023, n. 205, di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento.
Il decreto, si legge nell’interrogazione, prevede “l’introduzione del divieto di abbattimento dei pulcini maschi appena nati entro il 31 dicembre 2026, quindi con un «più che ragionevole» periodo di transizione; nell’ambito delle pratiche diffuse nell’industria per la produzione di uova è, infatti, consuetudine l’abbattimento, mediante triturazione o gassificazione, dei pulcini maschi, poiché improduttivi e quindi giudicati un onere finanziario superfluo da sostenere; tale pratica, diffusa e consolidata, dimostra concretamente l’importanza di promuovere alternative etiche e sostenibili che rispettino il benessere degli animali e promuovano forme di produzione alimentare più responsabili”.
È una richiesta che si affianca a quella di Animal Equality e delle principali associazioni italiane per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare. Animal Equality ricorda che ogni anno, in Italia, oltre 30 milioni di pulcini maschi vengono gassati o triturati perché considerati come scarti di produzione da parte dell’industria delle uova. La petizione lanciata da Animal Equality nel 2020 ha raccolto le firme di oltre 110 mila cittadini italiani schierati contro questa pratica.
«L’interrogazione presentata ribadisce l’importanza di questa battaglia: l’uccisione di decine di milioni di animali considerati come scarti di produzione dall’industria zootecnica non è accettabile e va fermata – ha detto Matteo Cupi, Vicepresidente di Animal Equality Europa – A distanza di due anni dalla legge, manca oggi il passaggio fondamentale dell’adozione degli ulteriori provvedimenti necessari per garantire che il divieto diventi realtà e che le aziende possano adeguarsi a questo cambiamento necessario, sempre più diffuso in tutta Europa».
“Attualmente, l’adozione dei provvedimenti relativi alla legge 4 agosto 2022, n.127, che vieta l’uccisione dei pulcini maschi in Italia entro la fine del 2026, risulta ancora incompleta – spiega l’associazione – La scadenza per l’emanazione dei provvedimenti rimasti in sospeso era fissata per il 7 aprile 2024 e la mancata attuazione della normativa rischia di continuare a favorire l’abbattimento di milioni di pulcini attraverso pratiche dolorose”.

