Buoni fruttiferi postali, le iniziative dei Consumatori a tutela dei risparmiatori

Buoni fruttiferi postali, le iniziative dei Consumatori a tutela dei risparmiatori

Negli ultimi anni si assiste ad una serie di sentenze riguardante il tema dei buoni fruttiferi postali vinte contro Poste Italiane. Il problema riguarda i tassi del buono, che in molti casi non corrispondono a quanto riscosso dal risparmiatore.

Si tratta, in particolare, di coloro che, in possesso di buoni serie “Q/P”, al momento della scadenza degli stessi e della conseguente richiesta di rimborso si sono visti corrispondere una somma inferiore a quella prevista e riportata sui buoni stessi.

Buoni fruttiferi postali, le cause della svalutazione

Come spiegato da Federconsumatori sul sito dedicato, i motivi per cui spesso i tassi non corrispondono a quanto riscosso sono principalmente due.

“Il primo è relativo alla legislazione italiana. Nel 1973 – si legge – venne emanata una legge che permetteva al Ministero del tesoro di poter abbassare il tasso di interesse anche dei buoni già sottoscritti, legge di cui il Ministero beneficiò a partire dal 1986. Le serie antecedenti alla Q, quindi la M – N – O – P vennero tutte equiparate alla nuova serie emanata nell’86, la quale aveva dei tassi di interesse decisamente inferiori a quelle precedenti. Molte sentenze si sono chiuse favore di Poste Italiane, mentre solo una minoranza a favore dei consumatori. Questo perché non è semplice aprire un contenzioso nei confronti di quello che è un atto legislativo”.

“La seconda causa di svalutazione riguarda i buoni emessi dopo il 1 luglio del 1986 – si legge ancora –. Poste italiane infatti, nonostante dovesse applicare la nuova serie, utilizzava ancora i buoni precedenti. Una serie di azioni amministrative hanno complicato la situazione: non sempre, infatti, venivano applicati i timbri, oppure venivano applicati nel lato sbagliato, o ancora venivano indicati tassi d’interesse sfavorevoli rispetto alla serie di riferimento. In questo caso – sottolinea Federconsumatori – abbiamo diverse sentenze vinte a favore dei consumatori, i quali hanno diritto alla riscossione di una parte dell’investimento che non è stata conteggiata a suo tempo”.

 

Buoni fruttiferi postali

 

Le campagne dei Consumatori

Diverse le azioni delle Associazioni dei Consumatori a tutela dei risparmiatori.

Federconsumatori, ad esempio, ha avviato ad aprile 2021 una class action rivolta a tutti i possessori di buoni fruttiferi postali serie Q emessi dopo il 1 luglio 1986 e riscossi entro il 19 maggio 2021.

Azione dichiarata, però, inammissibile dal Giudice del Tribunale Civile di Roma a gennaio 2022. Una pronuncia che l’associazione ha contestato sin dal primo momento, ritenendola “inspiegabile e del tutto opinabile”. Per questo motivo ha deciso di presentare reclamo all’ordinanza del Tribunale civile di Roma, rimettendo ai Giudici superiori la decisione sull’ammissibilità e sul merito dell’azione intrapresa.
Federconsumatori, dunque, continua a raccogliere le adesioni alla class action tramite il portale dedicato, dove i cittadini possono trovare tutte le informazioni utili per far valutare i buoni fruttiferi in loro possesso e per partecipare all’azione.

SOS Buoni Fruttiferi Postali” è, invece, il nome del nuovo servizio attivato dal Coordinamento istituito dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, Osservatorio LIDU sui fenomeni di usura, estorsione e sovraindebitamento ed ACU Calabria.

Nell’ambito di questo nuovo servizio il Coordinamento, oltre a dare informazioni ai cittadini, coinvolti in merito ai propri diritti, ha avviato una raccolta dettagliata, su tutto il territorio nazionale, dei provvedimenti giudiziari e delle decisioni arbitrali in materia, con l’obiettivo di preparare le linee guida, anche a livello giudiziario, più efficaci per la salvaguardia dei diritti dei consumatori.

Altra iniziativa è quella di Confconsumatori, che nel 2020 – ha lanciato la campagna “Risparmio tradito”, volta al recupero dei risparmi di centinaia di migliaia di risparmiatori (prevalentemente famiglie e pensionati) che una volta sottoscritti i buoni fruttiferi hanno visto ridursi i rendimenti (anche dopo il 1986).


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Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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