La Commissione europea ha lanciato ieri il Centro europeo di risposta alle emergenze (ERC – Emergency Response Centre), che permetterà di reagire in modo più coordinato, veloce ed efficiente alle catastrofi, in Europa e nel resto del mondo. “Vista la frequenza sempre maggiore e la complessità delle catastrofi, la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE deve essere ancora più stretta – ha dichiarato José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea – Il nuovo Centro di risposta alle emergenze è una piattaforma all’avanguardia che permette di coordinare l’azione anche nelle circostanze più estreme, in modo da reagire alle situazioni di crisi in modo più efficace e proteggere meglio i cittadini”. L’ERC sarà attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e sarà in grado di affrontare fino a 3 emergenze simultanee in zone del mondo anche molto lontane l’una dall’altra. Sarà incaricato di ricevere e analizzare le richieste di assistenza dai paesi colpiti e servirà da hub per coordinare l’azione a vari livelli: Commissione, Stati membri, il paese interessato, le associazioni umanitarie e le squadre della protezione civile impegnate sul campo. L’ERC invierà nelle aree colpite esperti di valutazione e coordinamento, trasmetterà allarmi tempestivi in caso di catastrofi imminenti e agevolerà il trasporto dell’assistenza fornita dagli Stati membri in caso di emergenze maggiori. In questo modo l’assistenza proveniente dall’Europa sarà incentrata sulle necessità prioritarie, evitando lo spreco di risorse.
Inoltre, il Centro di risposta alle emergenze intensificherà la pianificazione e la preparazione per le operazioni di protezione civile, in stretta cooperazione con gli Stati membri. Con l’entrata in vigore della nuova legislazione, i 32 paesi che partecipano al meccanismo di protezione civile UE possono impegnare in via preventiva alcune delle loro capacità di risposta – ad esempio aeromobili specializzati, equipaggiamento pesante o squadre di ricerca e salvataggio – per un pool di volontari pronti ad essere mobilitati, in caso di necessità, in tempi strettissimi e nel quadro di una risposta europea pienamente coordinata. L’ERC sosterrà anche lo stretto coordinamento tra i diversi servizi della Commissione coinvolti nella risposta ad emergenze che richiedono una risposta su più fronti, e  scambierà regolarmente informazioni con i centri di crisi dei principali partner internazionali dell’UE.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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