rapporto censis

Rapporto Censis 2020

Censis: per il 90,2% degli italiani la pandemia ha ampliato le disuguaglianze

Rapporto Censis: a fare la differenza è la sicurezza del lavoro e del reddito. In vista delle feste natalizie, il 79,8% degli italiani chiede di non allentare le restrizioni, Solo l’11,2% degli oltre 2.800 dirigenti scolastici intervistati è riuscito a coinvolgere nella didattica tutti gli studenti

Il 90,2% degli italiani è convinto che l’emergenza e il lockdown abbiano danneggiato maggiormente le persone più vulnerabili e ampliato le disuguaglianze sociali. Lavoro precario, disuguaglianze, profonda insicurezza e timori legati all’emergenza sanitaria, preoccupazione per la propria salute, studenti esclusi dalla didattica a distanza: è questo il quadro delineato dal 54° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.

Censis, le conseguenze dalla pandemia

Secondo il Rapporto Censis, il 73,4% degli italiani indica nella paura dell’ignoto e nell’ansia conseguente il sentimento prevalente. Uno stato d’animo che mostra anche un clima di sfiducia verso il prossimo. Il 44,8% degli italiani è convinto che usciremo peggiori dalla pandemia e solo il 20,5% crede che questa esperienza ci renderà migliori.

In vista del Natale e del Capodanno, il 79,8% degli italiani chiede di non allentare le restrizioni o di inasprirle. Il 54,6% dichiara che spenderà di meno per i regali da mettere sotto l’albero, il 59,6% taglierà le spese per il cenone dell’ultimo dell’anno. Inoltre, per il 61,6% la festa di Capodanno sarà triste e rassegnata.

La sicurezza del lavoro e del reddito fa la differenza

Secondo il Rapporto, per l’85,8% degli italiani la crisi sanitaria ha confermato che “la vera divisione sociale è tra chi ha la sicurezza del posto di lavoro e del reddito e chi no“.

Vive con insicurezza il proprio posto di lavoro il 53,7% degli occupati nelle piccole imprese, per i quali la disoccupazione non è un evento remoto, contro un più contenuto 28,6% degli addetti delle grandi aziende. Qui troviamo la categoria dei più vulnerabili: i dipendenti del settore privato a tempo determinato e le partite Iva.

“C’è poi l’universo degli scomparsi, quello dei lavoretti nei servizi e del lavoro nero, stimabile in circa 5 milioni di persone che hanno finito per inabissarsi senza fare rumore. Infine, i vulnerati inattesi: gli imprenditori dei settori schiantati, i commercianti, gli artigiani, i professionisti rimasti senza incassi e fatturati”, prosegue il Censis.

 

Censis, donne le più svantaggiate

 

Donne le più svantaggiate, insieme ai giovani

Rispetto all’anno scorso, nel terzo trimestre sono già 457.000 i posti di lavoro persi da giovani e donne, il 76% del totale dell’occupazione andata in fumo (605.000 posti di lavoro). E sono 654.000 i lavoratori indipendenti o con contratto a tempo determinato senza più un impiego.

Le donne sono ancora una volta le più svantaggiate. Al secondo trimestre – spiega il Censis – il tasso di occupazione, che per gli uomini raggiungeva il 66,6%, presentava un divario di oltre 18 punti a sfavore delle donne. Nella classe di età 15-34 anni solo 32 donne su 100 risultano occupate o in cerca di una occupazione. Per le donne di 25-49 anni il tasso di occupazione è del 71,9% tra quelle senza figli, solo del 53,4% tra quelle con figli in età pre-scolare.

Censis: la scuola degli esclusi

Secondo il Rapporto Censis, solo l’11,2% degli oltre 2.800 dirigenti scolastici intervistati ha confermato di essere riuscito a coinvolgere nella didattica tutti gli studenti. Nel 18% degli istituti ad aprile mancava all’appello più del 10% degli studenti.

Il 53,6% dei presidi sostiene che con la didattica a distanza non si riesce a coinvolgere pienamente gli studenti con bisogni educativi speciali. Inoltre il 37,4% teme di non poter realizzare progetti per il contrasto alla povertà educativa e per la prevenzione della dispersione scolastica.

Tra gli oltre 800.000 studenti non italiani, i soggetti più a rischio sono le prime generazioni (circa il 47% del totale), che incontrano maggiori difficoltà per ragioni linguistiche e culturali.

“C’è poi una tipologia di studenti per i quali la socialità che si instaura nelle aule scolastiche è insostituibile – prosegue il Censis. – Gli alunni con disabilità (circa 270.000 persone solo nelle scuole statali) o con disturbi specifici dell’apprendimento (circa 276.000)”.

Torna il turismo di prossimità

Nei mesi di luglio e agosto il volume complessivo del traffico passeggeri dei primi 20 scali aeroportuali del Paese ha registrato una diminuzione pari a circa il 69% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il calo è stato del 44,4% per i voli nazionali e del 79,7% per i voli internazionali.

Secondo una indagine del Censis, il 24% degli italiani dispone di almeno un’altra abitazione collocata in un Comune diverso da quello di residenza. Il 34% delle famiglie dichiara di averne fatto nel 2020 un utilizzo maggiore che nel passato. La principale motivazione è il maggiore senso di sicurezza (36%), poi la rinuncia forzata alle vacanze all’estero, una motivazione più diffusa tra i ceti medio-alti (26%), e all’opposto l’esigenza di ridurre le spese non essenziali in una congiuntura difficile (il 22% nella fascia di reddito medio-basso).

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