Class action europea, in arrivo nuova normativa nata da un accordo tra Parlamento Europeo e Consiglio Europeo

Class action europea, in arrivo nuova normativa nata da un accordo tra Parlamento Europeo e Consiglio Europeo

Dall’Unione Europea arriva un nuovo modello unitario di class action, nato da un accordo tra Parlamento Europeo e Consiglio. Uno strumento che dovrebbe garantire ai consumatori l’esercizio dei propri diritti e allo stesso tempo tutelare anche le imprese, con il duplice obiettivo di facilitare l’accesso alla giustizia per i consumatori e fermare pratiche illegali e scorrette.

Le cause potranno riguardare diversi settori, quali tutela dei dati personali, servizi finanziari, viaggi e turismo, energia, telecomunicazioni, ambiente e salute, diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario e aereo nonché diritto del consumo in generale.

Class action, i punti principali della normativa

La nuova normativa prevede che ogni Stato identifichi una “entità qualificata” (organizzazioni o enti pubblici), che sarà autorizzata e finanziata per avviare azioni collettive per conto dei gruppi di consumatori, con una distinzione tra i casi transfrontalieri e quelli nazionali. Per i primi, la nomina sarà soggetta a dei criteri armonizzati, per i secondi gli Stati potranno fissare le regole in autonomia (oppure adottare i criteri armonizzati).

In particolare, nei casi transfrontalieri gli enti nominati dovranno dimostrare 12 mesi di attività a tutela del consumatore, precedenti la loro richiesta, non dovranno avere scopo di lucro e dovranno essere indipendenti da terzi, portatori di interessi in contrasto con l’interesse del consumatore.

 

Class action europea, accordo tra Parlamento Europeo e Consiglio
Class action europea, accordo tra Parlamento Europeo e Consiglio

Chi perde paga

Per scoraggiare eventuali pratiche abusive sarà valido il principio del “chi perde paga”, in base al quale la parte soccombente dovrà farsi carico di tutte le spese del procedimento. Inoltre, per evitare ulteriori azioni legali abusive, i Tribunali e le amministrazioni potranno decidere di archiviare le cause infondate il prima possibile, in conformità con la legislazione nazionale.

La Commissione Europea potrà, poi, valutare se creare anche un “Ombudsman Europeo”, quale ulteriore istanza comune.

I prossimi step

Nella fase successiva il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo dovranno deliberare l’accordo politico. La direttiva entrerà poi in vigore dopo 20 giorni dalla sua pubblicazione e dovrà essere adottata dagli Stati membri entro 24 mesi, con ulteriori 6 mesi per l’applicazione.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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