Coop porta “Close the Gap” a Roma: una piazza per la cultura del rispetto
Parità di genere, educazione alle relazioni e contrasto agli stereotipi:oggi la campagna “Close the Gap” approda nella Galleria Alberto Sordi di Roma
Una piazza aperta per parlare di rispetto, inclusione e parità di genere. Per la prima volta la campagna “Close the Gap” di Coop approda in un luogo pubblico della Capitale e sceglie la Galleria Alberto Sordi, nel cuore di Roma, per ospitare una giornata di riflessione dedicata all’educazione alle relazioni e alla prevenzione delle discriminazioni.
L’iniziativa, intitolata “Una piazza per parlare di educazione alle relazioni”, ha riunito istituzioni, associazioni, accademici e rappresentanti del terzo settore che negli ultimi cinque anni hanno accompagnato il percorso di Coop sui temi dell’uguaglianza e dell’inclusione. Ad aprire l’evento è stato lo scrittore e insegnante Enrico Galiano, protagonista di una lezione-spettacolo dedicata ai rapporti umani e agli stereotipi che, spesso in modo invisibile, continuano a influenzare la vita quotidiana e le relazioni tra le persone.
L’obiettivo della giornata è stato quello di riportare al centro del dibattito pubblico il tema dell’educazione sentimentale e relazionale, considerata da molti dei partecipanti uno strumento fondamentale per prevenire fenomeni di violenza, discriminazione ed esclusione sociale.
Una rete di alleanze per promuovere il cambiamento
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata l’assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione degli Investimenti di Roma Capitale, Monica Lucarelli, che ha evidenziato l’importanza di costruire una risposta collettiva alle disuguaglianze.
«Portare Close the Gap nel cuore di Roma, in uno spazio aperto e attraversato ogni giorno da migliaia di persone, significa affermare che il tema delle relazioni, del rispetto e della parità riguarda tutta la società», ha dichiarato. «La violenza e le discriminazioni non nascono all’improvviso: affondano le radici in stereotipi e modelli culturali che dobbiamo avere il coraggio di mettere in discussione».
Un messaggio condiviso dai numerosi ospiti intervenuti nel corso della mattinata: da Elisabetta Camussi dell’Università Milano Bicocca a Gino Cecchettin della Fondazione Giulia Cecchettin, passando per Amnesty International Italia, Arcigay, Differenza Donna, Fondazione Una Nessuna Centomila, Casa Internazionale delle Donne e molte altre realtà impegnate nella promozione dei diritti.
Il percorso di Coop e l’appello alle scuole
Al centro dell’incontro anche il bilancio dei cinque anni della campagna “Close the Gap”, nata per contrastare le disuguaglianze di genere e promuovere una maggiore partecipazione femminile nella società e nel lavoro.
«Ci piace pensare a questa mattina come a un momento collettivo di condivisione di un percorso che per Coop parte da lontano», ha affermato la presidente di Coop Italia, Maura Latini, ricordando il lavoro svolto insieme a decine di organizzazioni e associazioni.
Latini ha richiamato l’impegno delle cooperative a sostegno dei centri che accolgono donne vittime di violenza e dei percorsi di reinserimento lavorativo promossi negli anni, spiegando come negli ultimi tempi l’attenzione si sia progressivamente spostata sulle cause profonde delle discriminazioni.
«Da due anni abbiamo voluto spostare l’accento su ciò che c’è prima di qualsiasi atto di violenza», ha spiegato. «Torniamo con forza ad affermare la necessità non più rinviabile di una educazione alle relazioni che sia obbligatoria nelle scuole dove si formano le giovani generazioni».
Secondo Coop, infatti, la prevenzione passa innanzitutto dalla formazione e dalla capacità di insegnare ai più giovani il valore del rispetto reciproco, della gestione delle emozioni e delle differenze.
Salute mentale e relazioni: il contributo di “Diritto a Stare Bene”
Tra le realtà protagoniste della giornata anche la campagna “Diritto a Stare Bene”, promossa dall’associazione Pubblica, che nelle scorse settimane ha depositato in Senato una proposta di legge di iniziativa popolare per rafforzare i servizi psicologici pubblici.
In occasione dell’evento è stato presentato “Pubblica la tua storia”, un progetto che invita cittadini e partecipanti a raccontare esperienze di benessere e disagio attraverso un questionario elaborato dalla psicoterapeuta Daniela De Bernardinis. L’iniziativa costituirà il primo tassello di un percorso itinerante destinato a coinvolgere diverse città italiane e alcuni punti vendita Coop.
Per Francesco Maesano, coordinatore nazionale della campagna, il tema delle relazioni è strettamente legato alla necessità di rafforzare il supporto psicologico nei territori.
«Per realizzare una vera educazione alle relazioni non basta invocare un cambiamento culturale. Serve l’istituzione di una rete pubblica di servizi psicologici territoriali con psicologi gratuiti in scuole, ospedali, luoghi di lavoro, servizi sociali, case di comunità, centri sportivi e carceri», ha dichiarato.
Maesano ha inoltre sottolineato la necessità di una presenza stabile degli psicologi nei percorsi educativi. «Serve un presidio fisso dello psicologo nelle classi: solo così saremo in grado di prevenire dinamiche di violenza e prevaricazione, sessismo, bullismo e abbandono scolastico».
Un percorso che continua
L’appuntamento romano rappresenta soltanto una tappa di un programma più ampio. Il prossimo incontro è previsto il 26 giugno a Perugia, nell’ambito del festival “L’Umbria che Spacca”, dove Enrico Galiano tornerà a confrontarsi con il pubblico sui temi dell’inclusione e dell’educazione alle relazioni.
Proseguiranno inoltre le collaborazioni con la Fondazione Giulia Cecchettin per la formazione del personale Coop, le iniziative legate al Pride Month insieme ad Arcigay e le campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne che accompagneranno l’autunno.
Dalla parità di genere alla salute mentale, dalla prevenzione della violenza all’educazione sentimentale, il messaggio emerso dalla giornata romana è stato chiaro: costruire relazioni sane e rispettose non è soltanto una questione individuale, ma una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni, scuola, imprese e società civile.

