La cooperazione allo sviluppo non è a somma zero, per cui a fronte di un guadagno (per qualcuno) deve esserci una perdita (per qualcun’altro). E’ invece un sistema win-win, da cui tutti traggono vantaggio. Un investimento per ogni Paese. L’Italia questo lo ha capito e infatti negli ultimi 4 anni ha invertito la tendenza, passando da uno dei momenti più bassi della sua cooperazione ad un incremento dei finanziamenti per gli aiuti allo sviluppo. Adesso viene il bello, però: il nostro Paese è chiamato a migliorare la gestione dei propri programmi di sviluppo. E’ quanto emerge dal Rapporto “Peer Review”, pubblicato ieri, con la valutazione dell’Ocse.
Ogni 4 anni tutti gli Stati membri dell’OCSE-DAC sono sottoposti all’esame delle attività di cooperazione allo sviluppo dei Paesi donatori da parte dei rappresentanti di due Stati Membri (i “pari”) coadiuvati da funzionari dell’OCSE. Lo strumento di valutazione si propone di contribuire a migliorare la quantità e la qualità dell’aiuto pubblico allo sviluppo, accrescendo anche la collaborazione fra i Paesi donatori e l’OCSE-DAC. Vengono infatti identificate (e condivise) le “buone pratiche” e le esperienze positive, e vengono individuati i punti più critici.
Rispetto al 2009 (anno del precedente Peer Review), il contributo dell’Italia in termini di aiuti allo sviluppo ha compiuto consistenti progressi.L’importo complessivo di aiuti allo sviluppo governativi nel 2012 era di 2,74 milioni di dollari (lo 0,14% del Pil, Prodotto interno lordo), mentre nel 2008 erano quasi il doppio, 4,86 milioni (o,22%). “L’Italia non è riuscita a raggiungere l’obiettivo dell’Unione europea del 2010, che era fissato allo 0,51% del Pil, ed è molto lontana dal raggiungimento del target per il 2015, lo 0,7%”. Ma la tendenza nell’azione governativa si è invertita: i provvedimenti legislativi relativi al 2013 e al 2014 del governo italiano hanno aumentato ripettivamente dello 0,22 e dello 0,1% l’impegno economico: un buon segno per avere un impatto significativo sui paesi partner”.
Il passo da compiere affinché diventi più efficace è quello verso una strategia globale più chiara e con un coordinamento più stretto tra le diverse istituzioni. La Peer Review raccomanda inoltre cambiamenti istituzionali per migliorare la gestione, l’erogazione e la valutazione dei programmi di sviluppo, comprese nuove regole sulla collaborazione delle diverse istituzioni nei Paesi beneficiari. L’Italia dovrebbe anche fare un uso migliore dei risultati delle valutazioni dei programmi per migliorare le rispettive pratiche di lavoro.

La riforma della legge 49.
Alcuni di questi problemi saranno affrontati nel Disegno di legge di riforma del sistema della Cooperazione allo sviluppo, in corso d’esame in Senato.Finalmente, dopo 27 anni, il Parlamento si occupa della qualitàè, oltre che della quantità, della cooperazione italiana allo sviluppo: questa legge consegnerà all’Italia una cooperazione 2.0.
“Obiettivi più chiari potrebbero migliorare l’incidenza dell’Italia e il suo contributo allo sviluppo globale anche attraverso una gestione rigorosa e un coordinamento più assiduo di quanto avvenga oggi tra i vari dipartimenti governativi”, “, ha dichiarato il presidente del Comitato per l’aiuto allo sviluppo (Dac) dell’Ocse, Erik Solheim, il quale ha elogiato la leadership italiana in materia di sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile. “Gli aiuti allo sviluppo globale hanno raggiunto un livello record nel 2013, nonostante la crisi economica, e l’Italia ha contribuito a questo risultato”.
La Peer Review raccomanda all’Italia di concentrarsi maggiormente su un minor numero di partner multilaterali strategici e su un numero inferiore di Paesi beneficiari. I dati preliminari pubblicati dall’Ocse all’inizio della settimana, mostrano che nel 2013 l’Italia ha incrementato del 13,4% rispetto all’anno precedente i fondi per la Cooperazione allo sviluppo, arrivando a quota 3,25 miliardi di dollari e centrando l’obiettivo di aumentare gli stanziamenti per gli aiuti pubblici allo sviluppo (Aps) fino allo 0,16% del Prodotto interno lordo (Pil).

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