Il 10 ottobre la Commissione giuridica del Parlamento europeo voterà una proposta per modificare la legge dell’UE sul copyright. Il quadro giuridico europeo attuale relativo al copyright è decisamente superato ma la proposta di riforma al vaglio della UE, da molti punti di vista, rappresenta un passo indietro.

Il risultato del voto” scrive Mozilla sul proprio blog, “potrebbe compromettere la libertà e l’apertura della rete”. “Potrebbe rendere una consuetudine l’applicazione di filtri e il blocco di contenuti online, a discapito delle centinaia di milioni di cittadini UE che utilizzano Internet ogni giorno”.

In cosa consiste la proposta? Se gli emendamenti più pericolosi saranno approvati, tutto ciò che viene pubblicato su Internet sarà filtrato o persino bloccato. Non dovrà nemmeno trattarsi di materiale commerciale: alcune proposte hanno uno spettro così ampio da includere anche le fotografie caricate per parenti e amici.

È in pericolo anche la creazione di link e l’accesso a informazioni online: l’estensione del copyright ai ritagli di notizie ridurrà le nostre possibilità di informarci da una serie diversificata di fonti. La condivisione e l’accesso alle notizie online diventerebbero più difficoltosi a causa dei cosiddetti “diritti connessi” per gli editori.

La proposta rimuoverebbe protezioni cruciali per gli intermediari e obbligherebbe la maggior parte delle piattaforme online a monitorare tutti i contenuti che vengono pubblicati.

Nelle settimane che precedono il voto, Mozilla incoraggia i cittadini europei a mettersi in contatto con i legislatori e chiedere una riforma migliore. È stato creato un sito ad hoc (changecopyright.org) per indicare le modalità con le quali è possibile mettersi in contatto con i membri del Parlamento Europeo.

La preoccupazione manifestata dal motore di ricerca è condivisa a livello nazionale dall’Unione Nazionale Consumatori che, per difendere la libertà di condivisione dei contenuti su Internet ha lanciato la campagna #PocheParole e la survey ‘Copyright: come tutelare la libertà di condivisione sul web’”. 

La libertà di link e la possibilità di condividere i contenuti pubblici presenti in Rete”, spiega Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, “sono due capisaldi del nostro diritto di accedere alle informazioni: tutelare il diritto di link vuol dire allora tutelare i diritti di tutti i cittadini digitali di trovare le #pocheparole che portano a un contenuto”.

Della riforma sul diritto d’autore si discuterà il prossimo lunedì 9 ottobre 2017 a Roma (Camera dei Deputati, sala Aldo Moro, ore 10:00-13:00) in occasione del convegno UNC “Poche parole tra copyright e consumatori”.

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