Lunedì 26 giugno il Ddl Concorrenza arriva a Montecitorio per poi tornare nuovamente al Senato per la quarta lettura. Intanto sono state approvate le quattro modifiche proposte su assicurazioni, energia, telemarketing e società di odontoiatri.

Per quanto riguarda l’energia e l’addio al mercato tutelato previsto per il 1° luglio 2019, la modifica apportata cancella le aste per i clienti che non hanno ancora scelto il proprio fornitore.

Eliminati anche i “paletti” introdotti dal Senato nelle chiamate relative a offerte commerciali telefoniche. Passa infatti una correzione della norma sul telemarketing ritenuta restrittiva della tutela della privacy, con la cancellazione della norma in base alla quale «qualora l’utente sia contattato con finalità di telemarketing, il chiamante deve, all’inizio della telefonata, dichiarare per conto di chi chiama e quale è lo scopo della chiamata. Il cliente, a questo punto, deve dare l’esplicito consenso alla prosecuzione della conversazione, che altrimenti non può proseguire».

Passa poi il ripristino del tacito rinnovo per le assicurazioni per la responsabilità danni, mentre tornano vincoli più restrittivi per le società di odontoiatria in termini di abilitazione dei componenti.

Per il ministero dello sviluppo economico le modifiche chieste non sono né urgenti né necessarie. “Con tutto il dovuto rispetto per il Parlamento la decisione di riaprire il DDL concorrenza a più di 850 giorni dalla sua presentazione da parte del Governo Renzi, è difficilmente comprensibile e rischia di trasmettere l’ennesimo segnale negativo su questo tema per cittadini, imprese e istituzioni internazionali”, dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Dal lato consumatori c’è invece grande soddisfazione. “Accogliamo con favore la reintroduzione del requisito del consenso preventivo in relazione all’attività di telemarketing, ma soprattutto la mancata abrogazione del servizio di salvaguardia, vale a dire il mercato protetto. In questo modo milioni di utenze non saranno costrette a gettarsi in pasto ad un mercato libero già esistente, ma ancora indegno di definirsi tale, costellato da abusi e pratiche commerciali scorrette”, dichiarano da Federconsumatori.

L’invito ora è rivolto al Governo perché recepisca le modifiche avvenute oggi in Commissione Finanze e Attività Produttive. “Quando il Decreto approderà in Aula sarà fondamentale procedere ad un dibattito democratico e partecipato, senza ricorrere allo strumento del voto di fiducia”, conclude l’associazione.

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)