Gli Stati europei devo smetterla di istigare odio e paura fra i loro cittadini nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo per trarne vantaggi politici. Dopo aver chiesto, lo scorso ottobre, la creazione di un meccanismo europeo sulla democrazia, lo stato di diritto e i diritti fondamentali perché questi siano monitorati nei diversi Stati della Ue, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che affronta le principali sfide dei diritti fondamentali nell’Unione europea nel 2015, in particolare nel campo della migrazione e della protezione dei bambini, dei diritti LGTBI e dei diritti delle minoranze. Il documento è stato approvato con 456 voti in favore, 138 contrari e 104 astensioni.

“L’Unione europea non deve affrontare solo i problemi sociali, giuridici ed economici. L’UE deve anche affrontare la questione dei diritti fondamentali e dare il buon esempio“, ha dichiarato il relatore József Nagy (PPE, SK). E la situazione dei diritti richiama direttamente ai discorsi d’odio nei confronti dei migranti, come pure alla necessità di tutelare i minori non accompagnati, i rom, i diritti della comunità LGBTI. I parlamentari europei hanno infatti deplorato i “crescenti livelli di incitamento all’odio da parte di determinati partiti politici, media e istituzioni” e si aspettano che l’Unione europea sia da esempio nella lotta contro l’incitamento all’odio all’interno delle sue istituzioni.

Proteggere i bambini: deve essere questa una delle priorità della Ue. I deputati hanno fatto riferimento a una relazione di Europol che parla di almeno 10 mila profughi non accompagnati e migranti bambini scomparsi nell’Unione nel 2015: i parlamentari invitano dunque gli Stati a registrare e identificare i minori, senza spaventarli, per evitare che scompaiano nel nulla. Raccomandano di rafforzare gli strumenti esistenti per la tracciatura dei bambini scomparsi, come ad esempio le linee telefoniche europee, e chiedono agli Stati di tenere unite le famiglie. Un altro tema che rimanda alla difesa dei diritti è la libertà di circolazione per i rom, troppo spesso soggetti a sgomberi forzati. Il Parlamento europeo ha dunque invitato i paesi a tutelare la libertà di circolazione dei Rom e a non pianificare politiche di insediamento sulla base di motivazioni etniche.

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