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Patologie della vista e inclusione finanziaria, una sfida di civiltà digitale

Provate a digitare un pin o a fare un prelievo bancomat a occhi chiusi e capirete l’importanza dell’inclusione finanziaria per chi ha una patologia della vista. Basta un semplice esempio per capire cosa significa che i pagamenti elettronici debbano essere inclusivi e dunque affrontare le criticità per chi ha problemi alla vista.

Con l’obiettivo di avere una digitalizzazione inclusiva e sostenibile, hanno unito le forze l’associazione Konsumer Italia, l’Osservatorio Imprese e Consumatori OIC e l’Associazione Pro Retinopatici Ed Ipovedenti – Apri Onlus che hanno siglato un protocollo d’intesa.

«Attraverso questa collaborazione – si legge sul sito www.ipovedenti.it – potremo più facilmente identificare le criticità sull’accessibilità di Bancomat, carte di credito, prepagate, app bancarie ecc. per poi presentare le nostre richieste ad ABI, Banca d’Italia e Ministero dell’economia».

 

 

 

Patologie della vista e inclusione finanziaria

«Per comprendere l’importanza di questa operazione basterebbe che ciascuno provasse ad effettuare una operazione di pagamento o un prelievo all’ATM totalmente ad occhi chiusi: digitare un pin o capire se sulla tastiera si è digitata la cifra corretta può diventare un’impresa impossibile», suggeriscono i protagonisti.

Al centro della collaborazione c’è dunque l’idea di un progetto di educazione finanziaria che supporti i consumatori affetti da patologie della vista in un’esperienza di pagamento sicura e consapevole attraverso la creazione di contenuti informativi fruibili dai non vedenti, l’attivazione di un canale di assistenza in materia di pagamenti elettronici, grazie all’intervento della rete di sportelli di Konsumer Italia. Saranno elaborate delle proposte per fronteggiare le criticità legate all’accessibilità ai pagamenti e saranno poi  portate all’attenzione di Autorità di settore.

«L’accessibilità delle operazioni finanziarie rappresenta indubbiamente un problema importante e spesso sottolineato dai nostri associati disabili visivi – osserva Marco Bongi, presidente APRI-onlus – Per affrontare questi problemi occorre dunque avviare un tavolo di confronto con le istituzioni, le imprese bancarie e i vari operatori del settore. Questo è il significato che sta alla base di questo protocollo d’intesa, un progetto di lavoro finalizzato ad avviare un processo virtuoso per i prossimi anni».

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