Rischio povertà o esclusione sociale, colpisce oltre un quarto della popolazione (foto pixabay)

Non diminuisce il rischio di povertà o esclusione sociale, che continua a riguardare oltre un quarto della popolazione e peggiora nelle famiglie con figli.

Nel 2021 in Italia poco più di un quarto della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale: è il 25,4%, una percentuale in linea con quanto era nel 2020 (25,3%) e nel 2019 (25,6%). Il 5,6% della popolazione (circa 3 milioni e 300 mila individui) si trova in condizioni di grave deprivazione materiale. Il quadro viene dal report Istat “Condizioni di vita e reddito delle famiglie negli anni 2020 e 2021”.

La disuguaglianza nel 2020 va peggiorando e “il reddito totale delle famiglie più abbienti è 5,8 volte quello delle famiglie più povere (5,7 nel 2019). Questo valore sarebbe stato decisamente più alto (6,9) in assenza di interventi di sostegno alle famiglie”.

Il reddito netto medio delle famiglie è di 32.812 euro annui nel 2020. Gli interventi di sostegno (reddito di cittadinanza e altre misure straordinarie) ne hanno limitato il calo (-0,9% in termini nominali, -0,8% in termini reali). La contrazione complessiva dei redditi familiari rispetto al 2007 è del 6,7%.

 

Istat – Condizioni di vita e reddito delle famiglie, anni 2020 e 2021

 

Rischio povertà o esclusione sociale: non è un paese per famiglie

La popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 25,4% (circa 14 milioni 983 mila persone), sostanzialmente stabile rispetto al 2020 (25,3%) e al 2019 (25,6%). Il Mezzogiorno rimane l’area del Paese con la percentuale più alta di individui a rischio di povertà o esclusione sociale, pari al 41,2%, stabile rispetto al 2020 (41%) e in diminuzione rispetto al 2019 (42,2%).

È alto il rischio di povertà o di esclusione sociale nelle famiglie numerose. Non è insomma un paese per figli, per giovani e per famiglie, se si considera che nel 2021 l’incidenza del rischio di povertà o esclusione sociale continua a essere più elevata tra gli individui che vivono in famiglie con cinque o più componenti e risulta in aumento rispetto al biennio precedente: è del 38,1% contro il 36,2% del 2020 e il 34,3% del 2019.

Il rischio di povertà o di esclusione sociale è maggiore per le famiglie con tre o più figli (41,1% rispetto al 39,7% nel 2020 e 34,7% del 2019), tra le persone sole (30,6%), soprattutto tra quelle che hanno meno di 65 anni (34,6%), e nelle famiglie monogenitore (33,1%).

«Il rischio di povertà o esclusione sociale si attenua per le altre tipologie familiari tranne che per le coppie con figli, per le quali aumenta al 25,3% rispetto al 24,7% del 2020 e al 24,1% del 2019».

Il rischio di povertà o di esclusione sociale aumenta nelle famiglie con almeno un cittadino straniero (42,2%, da 45,1% nel 2020 e 38,1% del 2019) rispetto a chi vive in famiglie di soli italiani (23,4%, contro 23,1% del 2020 e 24% del 2019).

UNC: dati drammatici e vergognosi

Più di un quarto della popolazione continua a essere a rischio. Sono dati “drammatici e vergognosi”, denuncia l’Unione Nazionale Consumatori.

«Anche se il rischio di povertà resta stabile non vuol dire che i valori siano degni di un Paese civile – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’UNC – Inoltre, nel 2022, con il caro bollette e il carovita, questa situazione già inquietante ed esplosiva è destinata a peggiorare. L’inflazione alle stelle, infatti, è una tassa invisibile che colpisce soprattutto i ceti meno abbienti. In questo caso, poi, riguardando spese obbligate come luce, benzina, gas e alimentari, impoverisce proprio chi è già a rischio povertà, trasformandolo in povero assoluto».


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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