Nasce l’associazione italiana per la donazione altruistica e gratuita dei gameti che avrà lo scopo di promuovere la cultura della donazione tra la popolazione, i medici e i pazienti. Nel corso del convegno “La tutela della salute per le coppie infertili e sterili dopo le sentenze della corte costituzionale”, che si è tenuto oggi a Roma, la neo presidente Laura Volpini ha dichiarato: “La donazione di gameti è un’azione di alto valore sociale e morale. Si tratta di una scelta consapevole di condivisione di un crescente problema sociale, l’infertilità, che oggi può essere finalmente affrontata con la fecondazione eterologa anche in Italia, consentendo, alle coppie che non hanno altre possibilità procreative, di veder rispettato anche per loro il diritto alla genitorialità”.
Nei dieci anni trascorsi dalla sua promulgazione, la legge 40 che disciplina il regime di fecondazione assistita è stata più volte rivista e modificata fino alla dichiarazione di illegittimità di alcuni articoli sostanziali (l’articolo 4- comma 3-, articolo 9- comma 1 e 3, articolo 12- comma 1). “Leggendo quelli rimasti ancora intatti”, precisa il Professor Mario Gambera, presidente dell’associazione Hera promotrice del convegno insieme a Sos fertilità e Cittadinanzattiva, “emerge un chiaro indirizzo sui diritti del nascituro, dei suoi genitori e dei donatori di gameti per quanto riguarda l’anonimato”. Inoltre, sempre leggendo il corpus della legge 40 si vede che lo status del bambino nato da eterologa è equiparato in tutto e per tutto a quello del nato da coppie che hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita. Osservando le dimensioni del fenomeno delle Pma (procreazione medicalmente assistita) si può avere un quadro orientativo della consistenza del problema. Nel nostro Paese, secondo i dati del 2011, sono stati iniziati 56.086 cicli di fecondazione “a fresco”. Di questi, 20.717 in strutture pubbliche, 15.568 in strutture private convenzionate e i rimanenti 19.801 presso centri privati. Le gravidanze ottenute sono state 9.572, di cui 8.734 hanno portato alla nascita di altrettanti bambini.
Comenti positivi alla sentenza costituzionale anche da Rossella Bartolucci di Sos fertilità: “ Finalmente, grazie al lavoro delle coppie che si sono esposte facendo ricorso alle associazioni dei pazienti sostenute da medici e legali, da oggi sarà possibile curare anche i casi più gravi di infertilità anche in Italia senza sentirsi cittadini di serie B o famiglie di serie B costrette a recarsi all’estero per avere la possibilità di avere un figlio”.
di Elena Leoparco

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