Il 65% degli istituti bancari prende in considerazione i temi della CSR nella strategia di sviluppo del proprio business, per meglio gestire impatti, rischi e opportunità connessi al proprio business. I temi maggiormente considerati sono quelli che hanno a che fare con il coinvolgimento degli stakeholder (55%), il sistema incentivante (54%), la Corporate Governance (oltre il 50%), ma anche le politiche di credito (50%) e di investimento (38%). E’ quanto emerge dall’indagine ESG Benchmark 2013, che l’Abi promuove ogni due anni tra gli associati per acquisire le informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) relative all’attività bancaria e presentata oggi in apertura delle due giornate di Forum Csr dell’Abi.
All’interno delle banche è ormai diffuso un presidio dedicato alla Csr, che nel 72% dei casi è  un’unità dedicata. Negli ultimi anni è inoltre cresciuta la promozione di un modello che formalizza l’interazione tra l’unità o il presidio Csr e le altre aree della banca. Attualmente circa l’80% del campione si avvale di modalità strutturate di condivisione delle informazioni, utili soprattutto alla redazione del bilancio di sostenibilità.
La totalità del campione dispone di un codice etico che si conferma, assieme al bilancio di sostenibilità, lo strumento più diffuso di Csr. Per quanto riguarda i contenuti del documento, una costante è l’indicazione dei diritti, doveri e responsabilità della banca nei confronti degli stakeholder (96%), degli organi preposti al controllo e a cui rivolgersi in caso di violazioni e delle norme di comportamento (94%), dei meccanismi di attuazione e controllo (92%), dei meccanismi di remunerazione/sistema incentivante (85%).
Il 37% del campione dichiara di aver sottoposto il codice etico ad aggiornamento e di avere erogato appositi corsi di formazione per tutti i dipendenti (82%), a riprova che lo strumento è utile in quanto vissuto dall’organizzazione e modellato sulle sue esigenze mutevoli.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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