Adolescenti e gioco d’azzardo: la prevenzione sembra funzionare. A giocare sono circa il 40% dei ragazzi fra i 15 e i 19 anni ma questa percentuale è in calo rispetto al passato, quando arrivava al 47%. Il settore che di sicuro desta più preoccupazione è quello del gioco d’azzardo online, fatto in solitudine, via web e senza il controllo degli adulti: questo riguarda infatti il 20% dei giocatori. Video lottery terminal, casinò online, poker texano: questi i giochi considerati più rischiosi. Ma la prevenzione funziona, dice il Cnr.

I dati sono frutto del progetto ESPAD®Italia, portato avanti dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr). Il progetto, coordinato da Sabrina Molinaro, ha rilevato i dati relativi alla diffusione del gioco d’azzardo fra gli studenti tra i 15 e i 19 anni nel 2016, sottolineando in particolare una riduzione dell’impatto rispetto agli anni precedenti. Spiega Molinaro: “Si è infatti passati dal 47% di adolescenti giocatori negli anni dal 2009 al 2011 a meno del 40% nell’anno corrente: il fenomeno coinvolge dunque circa un milione di 15-19enni. Si registra anche un calo dei giocatori con un profilo di gioco definibile a rischio e problematico: i primi sono passati dal 14-15% degli anni 2009-2010 all’11% nel 2016, mentre negli stessi anni i problematici sono scesi dal 9% all’8%”.

Ancora: “Il 58% dei giovani giocatori nell’ultimo anno ha giocato non più di una volta al mese, il 24% meno di una volta a settimana, il 7% con ancora maggiore assiduità. A essere coinvolti sono maggiormente i maschi, 50% contro il 30% delle coetanee, e le prevalenze in entrambi i generi crescono progressivamente con l’età, passando dal 34% dei 15enni al 40% dei 17enni, fino al 47% dei 19enni”.

Bisogna però considerare che per i minorenni il gioco d’azzardo è illegale. Ma quali sono i giochi di cui si parla? Spiega la ricercatrice Ifc-Cnr: “Tra i giochi scelti dagli adolescenti troviamo in prima posizione i meno dispendiosi Gratta&Vinci, preferiti anche dalle ragazze, seguiti da scommesse sportive, Bingo, Totocalcio, Lotto, New slot machine/Vlt (Video lottery terminal) e casinò on line”. Si gioca soprattutto presso bar e tabacchi e in stessa misura da casa, e a seguire nelle sale scommesse e nelle sale giochi, frequentati soprattutto dai ragazzi.

A preoccupare è però il gioco d’azzardo online, fatto in solitudine. Spiega ancora Molinaro: “Ha coinvolto il 20% dei giocatori, per un totale di circa 200 mila studenti tra i quali troviamo la maggioranza di quelli con comportamento di gioco problematico (il 63%), una quota significativa di quelli a rischio (il 31%) e una percentuale molto inferiore dei cosiddetti giocatori sociali o non problematici (il 13%). Le New slot machine/Vlt e il Poker texano sono i giochi considerati più rischiosi in assoluto: oltre il 50% degli studenti ritiene che giocarci spesso possa causare problemi dal punto di vista economico. Le scommesse sportive detengono il secondo posto nella percezione del rischio, mentre il 20-24% di studenti attribuiscono un grado elevato di rischio a Gratta&Vinci, al Lotto e alle scommesse sportive. È da evidenziare che sono i giochi maggiormente praticati, ad essere considerati meno pericolosi”.

I dati in calo nel gioco, dice il Cnr, dimostrano però che la prevenzione funziona: la diminuzione degli studenti giocatori viene infatti attribuita all’aumento delle attività di prevenzione fatte da scuola, famiglia e agenzie giovanili. “Il calo della percentuale di studenti giocatori può essere attribuito all’ampliamento delle attività specifiche di prevenzione operate da scuola, famiglia e altre agenzie responsabili dell’educazione dei giovani”, conclude la ricercatrice Ifc-Cnr. “Oltre ad essere stato attivato il numero verde per il gioco d’azzardo patologico che va ad affiancarsi ai servizi per le dipendenze delle aziende sanitarie locali è aumentata la quota d’istituti scolastici superiori che ha attivato interventi per la prevenzione al gioco: dal 4% del 2009 al 27% del 2016”.

Nel senso di ridimensionare l’allarme sul gioco va una recente ricerca presentata dalla Fondazionen Bruno Visentini all’Università Luiss sulla “Percezione sociale del gioco d’azzardo in Italia”, realizzata su incarico della Fundaciòn CODERE. In questo caso, la platea di riferimento non è quella degli adolescenti ma un campione di 1600 intervistati. La ricerca afferma che giocatore problematico è solo lo 0,9% degli italiani: si tratta soprattutto di uomini, di età 45-54 anni, con status sociale basso e che giocano tutti i giorni. Secondo la ricerca, il 44% dei cittadini fra 18 e 75 anni ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno ma è pari allo 0,9% la percentuale di chi si deve considerare “giocatore problematico”. “La stragrande maggioranza dei cittadini – dicono i promotori dell’indagine – ha un rapporto sereno con il gioco pur nelle diversità culturali e territoriali. Il gioco preferito dagli Italiani continua a essere quello del ‘Gratta&Vinci’ seguito dalla ‘Lotteria Italia’ per le donne e dal ‘Superenalotto’ per gli uomini, ma la percentuale maggiore di giocate è invece concentrata per quasi il 50% nelle Newslot e Videolottery”. Il rapporto dice pure che a giocare non sono i meno abbienti e che “il consumo di servizi legati al gioco cresce con l’aumento del livello di benessere e di istruzione dell’utente, a riprova che esso è parte integrante dell’utilizzo del proprio tempo libero. In particolare, tra i laureati il 47,0% risulta essere consumatore di gioco d’azzardo”.


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