Il diabete: una priorità globale. Oggi la Giornata Mondiale

Il diabete: una priorità globale. Oggi la Giornata Mondiale

Con una prevalenza in continua crescita, il diabete viene identificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) quale priorità globale per tutti i sistemi sanitari. Nel mondo si stimano oltre 530 milioni di adulti con diabete, numero destinato ad aumentare a 640 milioni nel 2030; in Europa la malattia interessa circa 60 milioni di adulti. Lo ricorda il Ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale del diabete, che ricorre oggi.

La data corrisponde a quella di nascita del professor Banting, che assieme al suo allievo Best isolò l’insulina nel 1921, cambiando la storia dei malati di diabete mellito, permettendone la sopravvivenza.

Tema della Giornata 2022, scelto dall’International Diabetes Federation, è l’accesso alle cure per tutti, in quanto milioni di persone nel mondo non riescono ancora ad ottenere le terapie disponibili. L’obiettivo è stimolare i governi a investire maggiormente nella cura, nella prevenzione e nella diagnosi precoce, affinché tecnologie, farmaci e supporto siano a disposizione di tutte le persone affette da tale patologia.

Il diabete in Italia

Secondo i dati ISTAT 2020, riportati dal Ministero della Salute, in Italia si stima una prevalenza del diabete pari a circa il 6% della popolazione, che corrisponde a oltre 3 milioni e mezzo di persone.

In particolare, il diabete di tipo 2, detto anche diabete dell’adulto, è il più frequente e rappresenta il 90% dei casi. Quello di tipo 1, detto anche diabete giovanile o insulino-dipendente, rappresenta circa il 10%.

Nel biennio 2020-2021, secondo i dati del Sistema di sorveglianza Passi dell’Istituto Superiore di Sanità, poco meno del 5% della popolazione adulta di 18-69 anni ha riferito una diagnosi di diabete. L’indagine non specifica tra tipo 1 e tipo 2. La prevalenza di diabetici cresce con l’età (è il 2% tra le persone con meno di 50 anni e sfiora il 9% fra quelle di 50-69 anni) ed è più frequente fra gli uomini che fra le donne (5,1% vs 4,2%).

L’86% delle persone con tale patologia, inoltre, ha dichiarato di essere sotto trattamento farmacologico, la gran parte (79%) con ipoglicemizzanti orali e circa 1 paziente su 4 con insulina.

L’evoluzione della curva epidemiologica, che sembrava aver raggiunto un plateau prima della pandemia COVID-19, sulla base di dati recenti fa temere un ulteriore significativo aumento della prevalenza della malattia, legato anche alle conseguenze della pandemia – osserva il Ministero della Salute. – La grande diffusione del diabete determina, quindi, la necessità di porre sempre maggiore attenzione alle tematiche della prevenzione primaria e secondaria (attraverso la diagnosi precoce) e sulla necessità di migliorare le conoscenze e la consapevolezza delle persone”.

Il ruolo della prevenzione

Il Ministero della Salute richiama, dunque, l’attenzione sul ruolo della prevenzione e spiega che “la prevenzione primaria del diabete di tipo 2 si identifica con la promozione di stili di vita corretti finalizzati anche alla prevenzione dell’eccesso ponderale. Infatti “l’adozione di uno stile di vita sano e attivo può prevenire fino all’80% dei casi di diabete di tipo 2, che, se trascurato può, causare malattie cardiache, cecità, amputazioni, insufficienza renale, morte precoce”.

“Nel diabete di tipo 1, invece, la prevenzione si identifica con la diagnosi precoce – prosegue il Ministero -. In entrambe le tipologie di malattia l’adeguata gestione della patologia da parte del paziente e del team diabetologico ne consente il controllo ottimale e la riduzione delle complicanze”.

In occasione della giornata mondiale verranno messe in atto diverse iniziative, volte alla sensibilizzazione dell’importanza di garantire l’accesso alle cure in tutto il mondo, colorando di blu monumenti e edifici storici per attirare l’attenzione delle comunità sul problema.


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