Dopo il video shock diffuso da EssereAnimali, relativo alle condizioni disumane in un allevamento di suini destinato alla produzione del Prosciutto di Parma, l’Adoc invita il Consorzio del Prosciutto di Parma ad adottare maggiori controlli e severità sui produttori rei di comportamenti intollerabili nella loro attività.

“Un consumo sano, sostenibile e consapevole parte dalle origini del prodotto e non dallo scaffale. Se all’origine ci sono comportamenti che non rispettano né le normative, né i disciplinari né i minimi requisiti etici e morali sul benessere degli animali, il prodotto finale non può essere definito di qualità”, dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc. “La fiducia dei consumatori si conquista non al supermercato, ma dall’inizio della filiera, rispettando normative e tutelando la dignità di tutti i soggetti che operano al suo interno. Il prossimo anno sarà cruciale per l’affermazione di un’economia sostenibile: ma la sostenibilità si raggiunge se e solo se il prodotto rispetta il consumatore in tutti i suoi aspetti, dall’economico al sociale, dall’etico al rispetto delle condizioni di vita e di lavoro”.

Anche per questo, Adoc chiede al Consorzio del Prosciutto di Parma, a cui riconosce un’attenta tutela del consumatore, di operare ancora maggiori sforzi relativamente ai controlli, e alla severità degli stessi, sui produttori, “anche per non minare l’elevata qualità dei prodotti, fiore all’occhiello del Made in Italy, garantiti dallo stesso Consorzio, invitandolo anche a confrontarsi con rappresentanti dei consumatori e della società civile, per garantire trasparenza e qualità”.


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