Creare passaggi sicuri per i rifugiati. Garantire giustizia alle vittime di abusi. Decriminalizzare l’aiuto umanitario, perché ormai in 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. In pratica è il reato di solidarietà. Con questi obiettivi è stata lanciata nei mesi scorsi l’Iniziativa dei cittadini europei “Welcoming Europe” che chiede alla Commissione europea di cambiare alcune norme sulle migrazioni. Domani a Roma ci sarà l’evento “Siamo noi l’Europa che accoglie!”, che chiuderà la campagna di raccolta firme di Welcoming Europe.

Sono tre gli obiettivi al centro della campagna: la decriminalizzazione degli atti di solidarietà, la creazione di corridoi umanitari per i rifugiati, la tutela delle vittime di abusi alle frontiere. “Vogliamo – si legge nell’Iniziativa – che la Commissione fermi quei governi che stanno criminalizzando i volontari. I cittadini europei dovrebbero essere in grado di offrire aiuti umanitari e assistenza a tutte le persone bisognose, indipendentemente dal loro status, senza timore di sanzioni o azioni penali”.

Domani i promotori dell’iniziativa, che riunisce un ampio cartello di sigle e associazioni, dai Radicali Italiani a Legambiente, da A Buon Diritto a Baobab alle Acli, tracceranno un bilancio della campagna di raccolta firme e, con il contributo di esperti e le testimonianze di operatori umanitari, faranno il punto sugli obiettivi dell’iniziativa. Ci sarà anche la testimonianza di persona di Sean Binder, un giovane volontario irlandese dell’Ong Emergency Response Centre International, arrestato con l’accusa di spionaggio, traffico di esseri umani e riciclaggio per aver salvato alcuni profughi, tuffandosi in mare nelle acque circostanti l’isola di Lesbo, con l’aiuto di Sara Mardini, la rifugiata siriana campionessa di nuoto. Sean è stato rilasciato su cauzione dopo oltre 100 giorni di carcere a dicembre scorso e ora è in attesa della sentenza. Entrambi rischiano 25 anni di carcere e sono uno degli esempi più noti di criminalizzazione dell’aiuto umanitario. 

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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