Cyberbullismo e violenza in rete, l'audizione del Garante Privacy

Cyberbullismo e violenza in rete, l'audizione del Garante Privacy

Cyberbullismo, revenge porn, violenza in rete fra minori e ai danni di bambini e adolescenti, sono le problematiche affrontate durante l’audizione del Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro.

Secondo una ricerca della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) presentata in occasione del Safer internet day, oltre il 50% dei ragazzi tra gli 11 e 17 anni avrebbe subito episodi di bullismo e tra chi utilizza quotidianamente il cellulare (85,8%), ben il 22,2% sarebbe stato vittima di cyberbullismo, oltre che di “trolling” da parte di coetanei, percepite come particolarmente umilianti. Inoltre l’80% del campione dichiara di aver ricevuto dai genitori limitazioni solo in ordine al tempo di utilizzo dei dispositivi telematici, al carattere chiuso dei profili social, al divieto di accesso a siti porno, ma non regole di condotta più puntuali.

Sono i dati riportati in audizione dal Garante, il quale spiega rischi e opportunità della Rete e sottolinea la necessità di formare e informare i giovani affinché si approccino all’uso di Internet con una maggiore consapevolezza.

Il cyberbullismo, le vessazioni esibite da ragazzi in danno di coetanei, il revenge porn, ma anche il più rigido conformismo e l’emarginazione di chiunque pensi o agisca diversamente dalla maggioranza, sono solo alcune delle implicazioni dell’uso distorsivo della rete: ancor più drammatiche perché coinvolgono minori – spiega Soro. – Da veicolo di straordinarie opportunità di crescita ed emancipazione, il web rischia, se vissuto in assenza della necessaria consapevolezza, di esporre a pericoli sottostimati ragazzi sempre più fragili, tra illusione di autonomia e introiezione di regole, esperienza della libertà ed esercizio di responsabilità”.

 

Cyberbullismo e violenza in rete, l'audizione del garante Privacy
Cyberbullismo e violenza in rete, l’audizione del garante Privacy

Violenza in rete, misure di tutela

Il Garante spiega quali importanti tutele sono state introdotte con la legge sul cyberbullismo, che combina prevenzione, responsabilizzazione (tanto dei minori quanto dei gestori dei social), tutela della vittima.

“La principale misura riparativa consiste nella particolare procedura d’urgenza per la rimozione dei contenuti lesivi, con una prima istanza rivolta al gestore e, quindi, sottoposta al Garante in caso di inerzia, rigetto o impossibilità di identificazione del titolare – spiega Soro. –

È una tutela remediale innovativa ed efficace che, da un lato, evita ogni forma di ingerenza da parte del gestore nelle comunicazioni degli utenti, dall’altro lo responsabilizza nel caso in cui gli sia segnalata la presenza di contenuti illeciti in rete, come dimostra del resto l’adesione spontanea e in tempi celeri della maggior parte delle piattaforme”.

Codice di coregolamentazione e procedura di ammonimento

Prossimo all’adozione il codice di coregolamentazione previsto dalla legge, che “promuoverà un’ulteriore responsabilizzazione dei gestori dei social network e degli altri operatori internet, vincolandoli ai fini dell’adesione al rispetto di un livello significativo di garanzie e sensibilizzandoli rispetto all’esigenza di rimuovere contenuti illeciti presenti sulle loro piattaforme”.

“La tutela accordata dal Garante funge, poi, da garanzia di ultima istanza e anello di chiusura dell’intero sistema, in ragione del carattere particolarmente agile del procedimento, attivabile anche dallo stesso minore ultraquattordicenne senza particolari formalità, così da coniugare esigenze di celere definizione della controversia e doveroso rispetto del contraddittorio”, afferma il Garante.

“Anche la procedura di ammonimento, modulata su quella dello stalking, è uno strumento particolarmente utile per spezzare la spirale di odio che alimenta questo fenomeno – spiega ancora Soro.

Delitto di adescamento di minori

“Tutele importanti sono state del resto introdotte rispetto al fenomeno, non meno preoccupante, dell’abuso sessuale su minori e della mercificazione del corpo, spesso realizzato online – prosegue. – Si pensi al delitto di adescamento di minori (grooming), con la tipizzazione del contatto telematico quale modalità di realizzazione della condotta o del revenge porn: fenomeno in preoccupante ascesa”.

“Altrettanto importante è la previsione dell’aggravante relativa ai delitti di sfruttamento sessuale del minore, compiuti con l’uso  di  mezzi  atti  ad  impedire l’identificazione dei dati di accesso alle reti telematiche. Tale norma intende contrastare la tendenza dei soggetti abusanti a occultare le tracce dei propri contatti illeciti: ciò che spiega il proliferare dell’adescamento in rete”.

 

Cyberbullismo e violenza in rete, l'audizione del Garante Privacy
Cyberbullismo e violenza in rete, l’audizione del Garante Privacy

Protezione dei dati

Altra misura di tutela è quella data dal “diritto – esercitabile dinanzi al Garante o all’autorità giudiziaria, in caso di inerzia del gestore – di richiedere la cancellazione dei contenuti illecitamente diffusi, particolarmente efficace perché idonea a limitare il prima possibile la propagazione degli effetti pregiudizievoli di revenge porn, hate speech, diffamazione, ecc.”.

Educazione ad un uso consapevole della Rete

“Ciò che tuttavia può svolgere, più di ogni altra misura o sanzione, una reale efficacia preventiva è un’adeguata educazione digitale, che colmi lo iato esistente tra l’utilizzo del web, da parte dei ragazzi, quale principale agenzia di socializzazione e la loro effettiva consapevolezza del modo in cui farne uso per promuovere, anziché violare, le libertà – afferma il Garante.

“Significativo che il ddl S1690 – prosegue – oltre ad estendere la disciplina del bullismo “on-line” a quello “off-line”, proponga l’introduzione di moduli formativi per l’educazione all’intelligenza emotiva, nonché ulteriori misure per la tutela della vittima e la rieducazione degli autori, proponendo percorsi personalizzati di assistenza per le prime e di accompagnamento rieducativo per i secondi, comprensivi eventualmente anche di interventi di mediazione”

“Particolare attenzione dovrà essere prestata – in caso di approvazione del ddl – alla realizzazione sia dell’app offerta dal servizio emergenza infanzia 114 per l’assistenza delle vittime, sia alle piattaforme di formazione e monitoraggio del fenomeno, messe a disposizione delle scuole dal Ministero dell’istruzione”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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