In Italia, un ragazzo o una ragazza su due di età compresa tra gli 11 e i 17 anni ha subito atti di violenza o esclusione da parte dei propri coetanei, ovvero manifestazioni di bullismo. Tra questi, circa il 20% ne è vittima assidua, cioè subisce prepotenze più volte al mese. In un caso su 10, inoltre, gli abusi si ripetono con cadenza settimanale. In particolare, il 16,9% degli 11-17enni è rimasto vittima di atti di bullismo diretto, ovvero da una relazione faccia a faccia tra la vittima e il bullo, e il 10,8% di azioni indirette, ovvero prive di contatti fisici (dati Istat. 2015).

Il bullismo è a tutti gli effetti una violazione dei diritti umani che mina l’autostima e la dignità dei ragazzi e alla lunga può portare a situazioni di depressione e di ansia e a comportamenti autolesivi. Secondo un’indagine realizzata quest’anno da Doxa per Amnesty International, infatti, per gli italiani il caso più eclatante di violazione dei diritti umani è proprio quello del bullismo, precedendo casi di interesse internazionale come i fatti drammatici del G8 di Genova.

Per conoscere e prevenire gli atti di bullismo, aumentare la consapevolezza di ragazzi, insegnanti e personale scolastico su come questo si manifesti e combattere ogni forma di discriminazione e violenza, Amnesty International Italia lancia la campagna di raccolta fondi “No al bullismo”, con l’obiettivo di dare il via a un programma di sensibilizzazione ed educazione ai diritti umani all’interno delle scuole italiane.

La campagna “No al bullismo” nasce con l’obiettivo di coinvolgere le comunità scolastiche e di consentire loro di intraprendere azioni contro il bullismo utilizzando l’educazione ai diritti umani come strumento per il cambiamento.  Sarà possibile contribuire con un sms o chiamata da rete fissa al 45542 dal 20 ottobre al 13 novembre 2017.

Con i fondi raccolta dalla campagna, Amnesty International Italia mira in particolare a proseguire il progetto pilota avviato nelle scuole italiane nel 2016 e ad allargare ad altri sei istituti il programma di sensibilizzazione ed educazione ai diritti umani. I fondi raccolti saranno impiegati nella formazione di personale dirigente, docenti e studenti, e nel miglioramento dei luoghi scolastici all’interno dei quali gli studenti svolgono le principali attività.

Ragazzi e ragazze trascorrono più tempo a scuola di quanto non facciano in qualsiasi altro luogo al di fuori delle loro case. Ed è proprio tra le mura scolastiche che spesso assistono o sono vittime di forme non dichiarate o tollerate di violenza.

Questa “epidemia silenziosa” si presenta sotto varie forme, da quelle più evidenti, come il bullismo fisico o verbale, a quelle meno conosciute come l’esclusione sociale o il cyberbullismo. Forte il legame tra il bullismo e la discriminazione basata sul sesso, la razza, l’orientamento sessuale o altre caratteristiche uniche per l’identità di una persona. Molto spesso, inoltre, le vittime e gli spettatori sono restii a denunciare le violenze, mentre insegnanti e genitori non sempre possiedono gli strumenti e le conoscenze adatte per riconoscerle e contrastarle.

Iniziare a diffondere una cultura dei diritti umani già nelle scuole è fondamentale per aumentare la consapevolezza dei ragazzi e riuscire a contrastare ogni forma di discriminazione e violenza, e dunque anche il bullismo”, ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

 

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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