Partecipazione dei minorenni, Garante Infanzia: sia priorità della legislatura (foto pixabay)

È il momento di cambiare direzione e di valorizzare la partecipazione dei minorenni alle decisioni che li riguardano.

«Dare voce ai minorenni e tenere in adeguato conto le loro opinioni deve rappresentare una delle priorità della nuova legislatura».

È quanto dice l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti che, in occasione delle elezioni politiche appena concluse, richiama l’attenzione sulla necessità di garantire la partecipazione di bambini e adolescenti alle scelte che li riguardano – secondo il grado di maturità e la natura dei problemi, ma nella trasparenza e nella garanzia che le opinioni dei minorenni vengano ascoltate. Per questo l’Autorità richiama il Manifesto sulla partecipazione dei minorenni, lanciato nel 2021 in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia.

Minorenni raramente coinvolti nelle scelte

«Pandemia, restrizioni, paure. E anche la guerra, con le conseguenze economiche che ci si aspetta si produrranno nella vita di tutti i giorni. Ce n’è abbastanza per generare insicurezza e preoccupazioni tra chi ha meno di 18 anni o è appena entrato nella maggiore età – dice Garlatti – I neomaggiorenni domenica scorsa per la prima volta hanno esercitato il diritto al voto e hanno avuto la possibilità di esprimere un’opinione sul futuro, dopo anni in cui da minorenni raramente sono stati consultati a proposito delle scelte che li hanno riguardati».

La Garante per l’Infanzia richiama la necessità di coinvolgere i minorenni nelle scelte che li riguardano, in ogni ambito della vita, per arrivare con consapevolezza alla maggiore età e al voto.

«Serve assicurare ai ragazzi la possibilità di dare voce alle loro esigenze, attraverso modalità nuove di coinvolgimento diretto – spiega l’Autorità – Gli adolescenti sono più responsabili di quanto gli adulti vogliano credere: non vanno trattati da bambini, al contrario occorre riconoscerne la capacità critica e di pensiero autonomo e responsabilizzarli, chiamandoli a una partecipazione attiva. La partecipazione è un diritto che trova fondamento nella Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Vanno dunque coinvolti direttamente nelle scelte, permettendo loro di offrire contenuti su temi di interesse – come la tutela dell’ambiente, l’esercizio dei diritti e in generale il loro futuro – attraverso strumenti che consentano di parlare con il loro linguaggio».

Manifesto sulla partecipazione dei minorenni

L’Autorità vuole dunque richiamare l’attenzione del prossimo Parlamento sul Manifesto sulla partecipazione dei minorenni che esprime questi contenuti. «Dare voce ai minorenni e tenere in adeguato conto le loro opinioni deve rappresentare una delle priorità della nuova legislatura», dice Garlatti.

Il Manifesto richiede la partecipazione dei minorenni alle scelte politiche che li riguardano, a livello di atti amministrativi, legislazione, scuola, in modo da tenere in considerazione le loro opinioni nel rispetto del principio del superiore interesse del minore.

«La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 riconosce il diritto dei minorenni a essere ascoltati a proposito delle questioni che li riguardano e richiede che le loro opinioni siano tenute nella giusta considerazione: non solo infatti i bambini e i ragazzi sono gli adulti di domani ma già oggi sono persone che di minore hanno solo l’età e che devono pertanto poter dire la loro sulle scelte che li riguardano – si legge nel Manifesto – L’ascolto deve essere assicurato in tutti gli ambienti di vita del minorenne secondo forme che tengano conto del suo grado di maturità e della natura dei problemi da affrontare».

La partecipazione dei minorenni, prosegue il Manifesto, diventa «una nuova forma di esercizio della democrazia». E garantisce a bambini e adolescenti di aumentare la capacità di esercitare il diritto alla libertà di espressione, il diritto alla non discriminazione e il diritto a un pieno sviluppo.


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