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Lo sport come diritto dei minori

L’attività sportiva come diritto dell’infanzia e dell’adolescenza. Nell’ambito della Settimana europea dello sport, che ogni anno dal 23 al 30 settembre promuove l’attività sportiva e un sano stile di vita, nei giorni scorsi la sottosegretaria di stato con delega allo sport Valentina Vezzali e l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti hanno firmato a Roma un protocollo d’intesa per diffondere la cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in ambito sportivo e per garantire il diritto allo sport dei minorenni. 

Lo sport come diritto

L’accordo mira ad attivare percorsi di formazione rivolti a tecnici e operatori sportivi sulla Convenzione di New York, sulle funzioni dell’Autorità garante, sul sistema di tutela dei minori e sul ruolo della comunità educante nella pratica sportiva. Intende assicurare l’accesso alle attività sportive in condizioni di parità di genere. 

«È importante responsabilizzare gli allenatori, che al pari degli insegnanti, hanno funzioni educative e pertanto devono rendersi capaci di interpretare le esigenze dei giovani – ha detto Carla Garlatti – Va rafforzata la loro consapevolezza circa le diverse funzioni alle quali assolve l’attività sportiva: non solo quella di promozione della salute e del benessere, ma anche quella ricreativa, inclusiva, relazionale e di occasione di realizzazione della propria personalità».

 

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I minori e lo sport, prima e dopo la pandemia

 

Sport e bambini, uno su cinque non fa attività sportiva

Quando si parla di sport e bambini non bisogna però tralasciare le criticità. A partire dal numero di bambini e adolescenti che non fa sport: sono quasi uno su cinque. E per il 30% dei bambini dai 6 ai 10 anni questo dipende dalle ristrettezze economiche.

Il dato viene dal rapporto nazionale sui minori e lo sport, realizzato dall’Osservatorio #conibambini promosso da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che analizza la pratica sportiva prima e dopo la pandemia.

Il quadro pre-pandemia già evidenziava che «nel 2019, quindi già prima delle chiusure causate dal Covid-19, quasi un giovane su 5 era sedentario: oltre il 18%, tra i bambini di 6-10 anni e gli adolescenti di 15-17 anni, quasi il 16% nella fascia 11-14 anni e oltre il 40% tra i più piccoli (3-5 anni)».

Fra le ragioni che portano i minori a non fare sport ci sono alcune legate all’età (per i più piccoli), altre alla condizione economica della famiglia.

«Tra i più piccoli, nella fascia 3-5 anni, il motivo indicato più spesso è l’età del bambino – si legge nell’analisi – Nelle altre classi di età, l’inattività viene ricondotta a una mancanza di tempo e interesse. Tali risposte crescono all’aumentare dell’età del bambino. Ma non sono infrequenti anche cause legate alla condizione economica del nucleo familiare. Queste riguardano il 20% dei ragazzi tra 11 e 17 anni e quasi il 30% dei bambini tra 6 e 10 anni. Altra causa non irrilevante è quella legata alla mancanza di impianti o la scomodità degli orari di apertura (circa un decimo delle risposte dai 6 anni in su)».

La pandemia ha fatto diventare a fondamentali gli spazi aperti per l’attività sportiva e le palestre a scuola, che però sono poche.

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Redazione
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1 thought on “Sport, Garante Infanzia: l’attività sportiva è diritto dei minori

  1. Nella scuola di mia figlia (ex agonista nuoto, agonista di vela e pallavolista) un istituto comprensivo, agli incontri preliminari è stato dichiarato:” Dimenticatevi di fare sport, qui si studia tanto e non c’è tempo per i vostri sport”.
    Come difendo il diritto alla salute di mia figlia, così sollecitato da tanti organi istituzionali ma troppo poco territoriali? A chi posso rivolgermi per difendermi? A chi mi rivolgerò al computo dei danni psico-fisici che inevitabilmente arriveranno? Sempre di più lo scollamento tra principi e azioni, tra le intenzioni, anche le migliori, e i reali risultati, permea e danneggia la nostra società.

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