Multiproprietà ingannevole, vittoria in appello per una coppia di Catania

Multiproprietà ingannevole, vittoria in appello per una coppia di Catania

Una coppia di Catania aveva rinunciato alla multiproprietà in Egitto per acquistarne una più vicina in Calabria, ma, diversamente dalle caratteristiche pubblicizzate nella brochure informativa, il locale si era rivelato scadente, in un villaggio molto lontano dal mare e, in occasione della prima vacanza, ancora inattivo.

Grazie a Confconsumatori, i due catanesi avevano già ottenuto nel 2019 la condanna in primo grado della Holding al risarcimento di 20 mila euro, non solo per il danno economico ma anche per quello da vacanza rovinata. La vittoria, però, era stata appellata e questa estate, dopo due anni, il giudice della Corte di Appello ha confermato la decisione del Tribunale riconoscendo la pratica commerciale ingannevole.

“La sentenza contiene alcuni principi cardine nella difesa dei diritti dei consumatori in materia di multiproprietà, perché viene ribadito che l’informativa commerciale deve essere effettiva e corretta” – hanno affermato l’avvocato Maurizio Mariani, che ha difeso nel processo la coppia catanese insieme all’avvocato Carmelo Calì, Presidente regionale di Confconsumatori Sicilia.

Multiproprietà ingannevole, il caso

Secondo quanto riferito da Confconsumatori, una coppia di catanesi possedeva una splendida multiproprietà in Egitto dal valore di circa 10 mila euro, ma cercava un’alternativa sul mare più vicina a casa.

Nel 2012 una Holding italiana gli aveva proposto una multiproprietà in Calabria in cambio del locale in Egitto e un ulteriore conguaglio di 8 mila euro: la brochure pubblicitaria descriveva il nuovo locale come situato sul mare, in un complesso turistico con grande piscina, con balconi e giardini vista mare e accesso a splendida spiaggia privata.

 

Multiproprietà ingannevole

 

 

La realtà, però, era diversa da quella pubblicizzata. Nel 2013, arrivato nella località della vacanza con la moglie, il turista aveva trovato un villaggio di qualità inferiore a quello egiziano, molto distante dal mare e malservito. La multiproprietà calabrese era costituita da un prefabbricato con rifiniture modeste e quasi privo di aria e luce.

Inoltre, all’arrivo della coppia, il villaggio era ancora chiuso, nonostante il pagamento anticipato di 220 euro per gli oneri di gestione; pertanto i due erano stati dirottati in una struttura alternativa.

La vittoria in appello

La coppia, dunque, si era rivolta a Confconsumatori Catania: dopo un lungo percorso per ottenere giustizia, a fine luglio 2019 Tribunale di Catania aveva condannato la Holding a rimborsare il consumatore non solo del danno patrimoniale (circa 18.000 euro), ma anche per il danno da vacanza rovinata, ossia per i disagi subiti e per l’impossibilità di fruire della multiproprietà dal 2013 al 2019 (ulteriori 2500 euro).

Tuttavia, la decisione era stata appellata e questa estate, dopo altri due anni di attesa, il giudice della Corte di Appello di Catania ha sancito come la realtà documentata dal consumatore integri “La violazione del dovere di esatta e veritiera informazione gravante sulla [omissis], costituendo pratiche commerciali ingannevoli”.

Per la Corte – spiega ancora Confconsumatori – le enfatizzazioni, l’assenza di indicazioni specifiche sulla spiaggia private, e in generale le descrizioni della brochure, erano tali da indurre in errore i consumatori influenzando la loro decisione.

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