La Relazione che il Presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Antonello Soro, ha presentato questa mattina al Senato ha fatto riferimento a diversi temi che attraggono da sempre l’attenzione del mondo consumeristico e delle associazioni che rappresentano i cittadini. Tra questi, trova spazio naturalmente il telemarketing. La raffica di multe comminate dall’Autorità nel corso del 2015 non sono bastate a dissuadere tante società dall’utilizzare il teleselling per pizzare i loro prodotti e servizi sul mercato. Come ricordato dal Presidente Soro, nei primi sei mesi del 2016, sono stata già più di 3.000 le segnalazioni per pratiche promozionali ritenute illecite. “Si continua a registrare un’incontenibile aggressività degli operatori che arriva a compromettere seriamente la tranquillità individuale e familiare”, ha sottolineato il Garante che ha per questo sollecitato nuovi e più efficaci interventi normativi.
“Giustissimo”, è il commento di Unione Nazionale Consumatori che fa notare che il Governo ed il Parlamento devono rivedere subito le norme sul teleselling. “Fino a che al Registro delle opposizione possono aderire solo gli utenti che hanno il loro numero fisso sugli elenchi telefonici, la battaglia è persa in partenza. Su 115 milioni di linee telefoniche, tra fisse e mobili, possono iscriversi solo 13 milioni, l’11,3%. Gli iscritti effettivi, poi, sono solo poco più di 1 milione e mezzo, circa l’1,3%”, dichiara Massimiliano Dona, segretario di UNC.
L’associazione ha da tempo lanciato una petizione on line contro il teleselling selvaggio e l’hashtag #nondisturbarmi. Queste le richieste che UNC ha presentato e che hanno trovato il sostegno anche da parte del Garante:

  • Introduzione di un meccanismo di corresponsabilità tra l’azienda che avvia la campagna e il call-center che fa le telefonate (per evitare rimpalli di responsabilità e di dover perseguire piccoli call-center con sede all’estero);
  • Potenziamento del Registro pubblico delle opposizioni: la possibilità di iscrivere anche i numeri di cellulare e soprattutto che una volta iscritto il proprio numero si possano “cancellare” tutti i precedenti consensi (in modo tale da consentire al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati). Sarebbe inoltre preziosa l’istituzione di un Registro per censire le campagne promozionali (con indicazione dell’operatore che lancia la campagna, il periodo di riferimento e i numeri utilizzati per chiamare i consumatori) così da evitare all’utente di dover fare indagini complicate per scoprire chi lo ha disturbato;
  • Oggi il pagamento alla Fondazione Ugo Bordoni (che si occupa del Registro) è proporzionale all’attività di scrematura dei numeri: tanto più si puliscono le liste, tanto più l’azienda deve pagare la Fondazione. Ma in questo modo si disincentivano le imprese a cancellare i numeri (di fatto preferiscono pagare le sanzioni), mentre sarebbe meglio stabilire il pagamento in base al fatturato.

Un altro argomento toccato dal Presidente Soro e caro alle associazioni di consumatori è quello del passaggio della Pubblica amministrazione dalla dimensione materiale a quella digitale, nel cui contesto la digitalizzazione della sanità assume un’importanza cruciale. Il Garante ha sottolineato come sia fondamentale proteggere il dato sanitario “perché la perdita, la sottrazione, l’alterazione di un dato di questo tipo mette a rischio banche dati essenziali e, insieme, viola quanto di più intimo vi è nella persona”.
Federconsumatori insiste sulla necessità di agire con determinazione per vincere la sfida della sicurezza dei dati sanitari. “In tal senso è necessario coinvolgere e sensibilizzare i cittadini, informare e responsabilizzare il personale sanitario, non tacere sul consenso che, quando richiesto, nella migliore delle ipotesi non è corredato dalla opportuna informazione, nella peggiore è addirittura indotto”.
L’associazione ritiene insufficienti le misure adottate: il consenso non viene chiesto e, quando richiesto, non è informato, consapevole e libero, specifico, attuale e manifesto. “Per il futuro ben vengano le tre nuove “condizioni ” aggiunte dal Garante, che richiede che il consenso  sia anche “preventivo, inequivocabile ed esplicito. Il cittadino va messo in condizione di accedere a informazioni e conoscenze necessarie per scegliere e decidere in consapevole autonomia”.
Federconsumatori propone poi, di superare l’asimmetria tra paziente ed operatore sanitario. In quest’ottica, soprattutto nelle attività programmabili, insieme alla ricevuta di prenotazione sarebbe utile che venga consegnata una adeguata informativa ed il modulo di consenso al trattamento dei dati sensibili.


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