Come e dove sono riciclati, che fine fanno i capi raccolti, come fare attenzione agli abusivi, i traffici illeciti, la moda low cost, le regole per non sprecare nulla, Altroconsumo ha fatto il punto attraverso l’indagine disponibile per i soci su www.altroconsumo.it e la video-inchiesta realizzata dall’organizzazione. In Italia il 12% dei rifiuti tessili è riciclato; per ogni persona si raccolgono un kg e 600g di abiti usati, una media inferiore a quella europea. Se incentivata e ben condotta la raccolta potrebbe arrivare a assorbire 5/6kg all’anno per persona, stabilendo un ciclo virtuoso del prodotto con benefici per l’ambiente e ridistribuzione delle risorse. Riciclare 1kg di vestiti smessi porta a risparmiare 6.000 litri d’acqua, 200g di pesticidi e 300g di fertilizzanti. La raccolta degli indumenti usati, attraverso i cassonetti disponibili nei Comuni italiani, si traduce per il 50-70% nella rivendita e nella donazione ai bisognosi, inviati anche oltreconfine; per il 20-30% riciclati; per il 10% spediti in discarica.
Per ridurre al massimo gli sprechi nel tessile, l’Associazione ha messo a punto quattro consigli:

  • Se il capo è in buono stato si può provare a rivenderlo presso un negozio dell’usato o a scambiarlo con amici e parenti.
  • Mettere l’usato in sacchetti ben chiusi (anche accessori e scarpe) nei contenitori della raccolta;
  • Assicurarsi che il cassonetto appartenga a un servizio autorizzato: cercare sempre il logo delle associazioni caritatevoli. Nel dubbio, contattare il Comune e chiedere se quel cassonetto sia autorizzato;
  • Ricordare che i contenitori degli abiti usati non sono una discarica: non portare rifiuti di altro tipo.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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