Salute mentale: aumentano i disturbi d'ansia e depressione, ma i servizi scarseggiano

Salute mentale: aumentano i disturbi d'ansia e depressione, ma i servizi scarseggiano (fonte immagine: Pixabay)

Salute mentale: aumentano i disturbi d’ansia e depressione, ma i servizi scarseggiano

Oggi ricorre il World Mental Health Day: la salute mentale è il secondo problema di salute percepito a livello internazionale. SINPIA: in Italia un minore su 4 soffre di disturbi d’ansia e depressione, ma per neuropsichiatria infantile vi sono solo 395 posti letto in tutto il Paese

Rendi la salute mentale e il benessere per tutti una priorità globale”: questo il tema della Giornata Mondiale della Salute Mentale, che ricorre oggi, promossa dalla World Federation of Mental Health (Federazione Mondiale della Salute Mentale) e supportata dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). Una ricorrenza che vuole offrire l’opportunità di approfondire e condividere esperienze, criticità e proposte, per contribuire a rendere la presa in carico delle persone con disturbi mentali una realtà concreta, accessibile, inclusiva ed efficace in tutto il mondo.

Secondo i dati dell’OMS, già nel periodo pre-pandemia (2019) una persona su otto nel mondo conviveva con un disturbo mentale. Con il Covid i disturbi d’ansia e depressivi sono aumentati, secondo le stime, di oltre il 25% nel primo anno di pandemia. Allo stesso tempo, però, i servizi dedicati alla salute mentale sono diminuiti. “I servizi, le competenze e i finanziamenti disponibili per la salute mentale continuano a scarseggiare – spiega l’OMS – e sono molto al di sotto di quanto necessario, soprattutto nei Paesi a reddito medio e basso”.

In Italia – secondo l’indagine del Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale dell’ISSdiminuiscono  le persone prese in carico dai servizi dedicati alla salute mentale, complice, negli ultimi due anni, la chiusura di alcuni servizi convertiti temporaneamente in reparti Covid-19: erano 164 ogni 10 mila residenti nel 2019, 143 nel 2020, 125 nei primi sei mesi del 2021. E calano anche le dimissioni dalle strutture residenziali: nel primo semestre del 2021, quasi nessuno è stato dimesso.

Si intravedono, tuttavia, segnali di progressiva uscita dei servizi dall’emergenza pandemica – spiega l’ISS – con l’aumento delle visite psichiatriche e psicologiche tra gennaio e giugno 2021. Incrementati anche gli interventi da remoto o in modalità mista, che nell’emergenza hanno consentito di mantenere la continuità assistenziale.

Salute mentale, SINPIA: aumentano le richieste d’aiuto di bambini e adolescenti

In occasione di questa Giornata, la SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) lancia l’allarme sulle difficoltà che stanno affrontando bambini, bambine e adolescenti. La salute mentale dei minori “è a rischio“, afferma.

Il 20 e il 25% di loro manifesta i segni, rispettivamente, di un disturbo d’ansia e di depressione – spiega la SINPIA – e i disturbi neuropsichici sono in costante aumento. Le risorse dei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza continuano invece a diminuire, e perfino le situazioni urgenti non riescono a trovare un ricovero: i posti letto per il ricovero in ambiente neuropsichiatrico infantile dei bambini e dei ragazzi 0-18 anni che ne hanno bisogno sono solo 395 in tutto il Paese.

In preoccupante aumento – tra il 2020 e il 2022 – gli accessi dei minori al pronto soccorso e i ricoveri in ospedale per cause legate alla suicidalità, cioè comportamenti autolesionistici, pensieri, azioni e tentativi suicidari. Nello stesso periodo, inoltre, sono triplicati i ricoveri per cause legate ai disturbi alimentari, come l’anoressia e la bulimia. In generale – sottolinea la SINPIA – tra il 2021 e il 2022, gli accessi in ospedale per cause legate a disturbi psichiatrici, hanno superato di gran lunga quelli dei livelli di pre-pandemia, già in preoccupante ascesa nei 10 anni precedenti. Ma anche gli accessi per tutti gli altri disturbi NPIA, dall’autismo ai disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, appaiono in netto aumento e con quadri di sempre maggiore complessità.

 

Infanzia e adolescenza

 

“Sottovalutare l’impatto delle conseguenze del Covid-19 tra i più giovani, in una situazione già molto critica in termini di personale, Servizi e organizzazione assistenziale per i disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e adolescenza, rischia di trasformare un’emergenza sanitaria in una crisi dei diritti dei bambini e dei ragazzi“, afferma la SINPIA.

“Nonostante numeri da vera e propria emergenza sanitaria – spiega la Prof.ssa Elisa Maria Fazzi, Presidente della SINPIA, Direttore della U.O. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili e Professore Ordinario all’Università di Brescia – i disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono spesso drammatici e tragicamente trascurati dal nostro Sistema Sanitario Nazionale. I posti letto di fatto non sono a sufficienza e sono distribuiti in modo ineguale nel Paese con ben 5 Regioni senza letti“.

“Ci si appoggia quasi sempre nei reparti di Pediatria e spesso, purtroppo, anche in quelli di Psichiatria adulti, per nulla adatti all’accoglienza e alla cura dei minorenni e dei loro genitori – prosegue Fazzi. – Occorrono non solo risorse per l’urgenza, che è in questo momento la drammatica punta dell’iceberg, ma soprattutto il potenziamento della rete dei servizi territoriali di NPIA che, coinvolgendo famiglie, scuole, sistema sociale e sanitario, migliori l’intercettazione dei soggetti a rischio o dei primi sintomi, affinché tutti i bambini e ragazzi con disturbi neuropsichici di varia natura e le loro famiglie vedano finalmente riconosciuto il diritto a cure appropriate e tempestive”.

Quali sono le percezioni dei cittadini sulla propria salute?

Secondo l’ultimo sondaggio d’opinione Ipsos – condotto in 34 Paesi, tra cui l’Italia, e pubblicato in occasione della Giornata di oggi – pensando ai principali problemi di salute che le persone devono affrontare oggi nel proprio Paese, il 36% degli intervistati nomina la salute mentale, in aumento di 5 punti rispetto al 2021 (31%), superando per la prima volta il cancro (34%) e diventando il secondo problema di salute percepito a livello internazionale, subito dopo il Covid-19 (47%).

In Italia, in particolare, il 55% degli intervistati dichiara di pensare spesso al proprio benessere mentale, in aumento di 4 punti rispetto al 2021 e leggermente sotto la media internazionale pari al 58%. Guardando, invece, al benessere fisico, si registrano percentuali più alte: il 77% degli italiani afferma di pensarci spesso, in aumento di 5 punti rispetto allo scorso anno e sopra la media internazionale pari al 70%.

Ll’80% degli intervistati, inoltre, sostiene che salute mentale e fisica abbiano la medesima importanza; soltanto il 13% pensa che la salute mentale abbia un’importanza maggiore rispetto a quella fisica, mentre il 6% ritiene che la salute fisica sia più importante di quella mentale. Ma il sistema sanitario fornisce un egual trattamento? Esplorando le percezioni degli italiani, la risposta è no: il 40% ritiene che salute mentale e fisica siano trattate allo stesso modo. Il 9% ritiene che alla salute mentale sia data priorità, mentre il 41% sostiene che il sistema sanitario si concentri maggiormente sulla salute fisica.

In ultima analisi il sondaggio d’opinione Ipsos, condotto in occasione del World Mental Health Day 2022, ha indagato quali sono le esperienze vissute dagli intervistati nel corso dell’ultimo anno.

Gli effetti dello stress sono i problemi di salute mentale segnalati più frequentemente a livello internazionale, con il 63% che dichiara di essersi sentito (almeno una volta) stressato al punto da aver condizionato la propria vita quotidiana. Inoltre, il 59% afferma che lo stress abbia avuto un forte impatto al punto da avere la sensazione di non essere in grado di affrontare le situazioni, di sentirsi triste o di non avere alcuna speranza (52%) oppure di non riuscire neanche a lavorare per un certo periodo di tempo (39%). Infine, un quarto (25%) dichiara di aver pensato al suicidio o all’autolesionismo una volta nell’ultimo anno.


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