Ridurre gli abbandoni scolastici sotto il 10%, portando il numero di giovani diplomati o laureati al 40%: sono questi gli obiettivi fissati dalla strategia Europa 2020, ma la strada per raggiungerli è ancora lunga. Dagli ultimi dati pubblicati dall’Eurostat emerge una grande disparità tra gli Stati membri: alcuni Paesi hanno compiuto grandi progressi, ma altri sono ancora lontani dalla meta. I valori medi non sono male: nel 2011 gli abbandoni scolastici sono stati il 13,5%, in calo rispetto al 14,1% del 2010 e al 17,6% del 2000. Per quanto riguarda i laureati, nel 2011 erano il 34,6% delle persone tra i 30 e i 34 anni, oltre l’1% in più del 2010 e oltre il 10% in più del 2000.
Secondo la Commissione Europea, però, questi progressi potrebbero essere una conseguenza collaterale dell’elevato tasso di disoccupazione giovanile che spinge i ragazzi a continuare a studiare. E poi comunque questi progressi non bastano. Rispetto alla dispersione scolastica, ad esempio, ben 11 Stati membri hanno superato la soglia di riferimento del 10%: Malta ha raggiunto addirittura il 33,5%, la Spagna il 26,5% e il Portogallo il 23,2%. I paesi che, invece, hanno ridotto maggiormente la dispersione scolastica ci sono Cipro (11,2%), Lettonia (11,8%) e Bulgaria (12,8%).
Sul numero dei diplomati, 13 Stati membri vanno oltre l’obiettivo del 40%. Ci sono alcuni paesi che sono ancora al di sotto del 40% ma hanno registrato aumenti annuali a due cifre: la Slovenia (37,9%), la Lettonia (35,7%), l’Ungheria (28,1%), il Portogallo (26,1%), la Repubblica ceca (23,8%) e la Romania (20,4%). L’Italia (20,3%) insieme alla Grecia (28,9%) e all’Austria (23,8%) hanno registrato aumenti di un solo punto percentuale o anche meno mentre la Bulgaria (27,3%) e Malta (21,1%) hanno subito una riduzione nel tasso di completamento dell’istruzione superiore. 
Gli Stati membri devono concentrarsi sulle riforme e intensificare gli sforzi per porre in atto strategie globali onde arginare la dispersione scolastica – ha commentato Androulla Vassiliou, Commissario UE all’istruzione – Essi devono promuovere l’accesso all’istruzione superiore migliorandone nel contempo la qualità. Il fatto di dotare i giovani delle opportune competenze e qualifiche aiuterà l’Europa a lottare contro la disoccupazione, a superare la crisi e a cogliere le opportunità determinate dall’economia basata sui saperi. Un serio investimento nell’istruzione e nella formazione è condizione essenziale per un successo duraturo: se non si disporrà di finanziamenti adeguati l’Europa non potrà vincere la battaglia globale per la crescita, l’occupazione e la competitività.”
Il 30 maggio 2012 la Commissione europea ha presentato un insieme di raccomandazioni per paese agli Stati membri in tema di riforme per promuovere la stabilità, la crescita e l’occupazione nell’UE: 6 paesi (Danimarca, Ungheria, Italia, Lettonia, Malta e Spagna) hanno ricevuto raccomandazioni affinché affrontino la piaga della dispersione scolastica; altri 7 (Austria, Bulgaria, Repubblica ceca, Ungheria, Italia, Lettonia e Slovacchia) hanno ricevuto raccomandazioni per quanto concerne l’istruzione superiore.
 


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