docenti

https://pixabay.com/it/photos/studio-scuola-universit%C3%A0-new-york-7217599/ (Foto Pixabay)

Entro il 2035, il 60% delle competenze richieste ai docenti italiani sarà ridefinito dall’impatto dell’intelligenza artificiale, della digitalizzazione e dall’evoluzione delle metodologie didattiche.

È quanto emerge dal nuovo studio “La professione docente nella scuola di domani”, realizzato da EY in collaborazione con Sanoma Italia. Solo il 36% delle competenze rimarrà stabile, a conferma di un cambiamento profondo che investe la scuola e la figura dell’insegnante.

Un ruolo più umano grazie alla tecnologia

Secondo Carlo Chiattelli, People Consulting Leader di EY Italia, l’intelligenza artificiale non sostituirà il docente, ma ne ridefinirà la centralità. Automatizzando le attività ripetitive, gli insegnanti potranno dedicare più tempo alla relazione educativa. Le competenze socio-comportamentali – empatia, capacità di ascolto, prosocialità – diventeranno decisive in classi sempre più digitali e multimediali.

Didattica personalizzata e data literacy

Lo studio individua tre direttrici chiave per il futuro della professione: l’integrazione di strumenti digitali intelligenti, il potenziamento delle soft skills e la diffusione di una didattica personalizzata basata sui dati.

La “data literacy”, ossia la capacità di interpretare e usare le informazioni in tempo reale, sarà una competenza imprescindibile. Questo cambio di paradigma si inserisce in un contesto in cui il mismatch tra competenze scolastiche e richieste del mercato del lavoro ha raggiunto in Italia il 47%, sopra la media OCSE del 40,9%.

Competenze in evoluzione per ogni grado scolastico

L’impatto dell’innovazione non sarà uniforme. Nella scuola primaria oltre il 40% delle competenze sarà ridefinito, con focus su personalizzazione e inclusione digitale.

Nella secondaria di primo grado, l’area scientifica vedrà un’evoluzione tecnologica del 44% delle competenze, mentre quella umanistica sarà più orientata alla facilitazione espressiva e all’uso di assistenti virtuali alla scrittura. Nella secondaria di secondo grado, il 55% delle competenze umanistiche cambierà, e il 12% rischia di essere sostituito dall’IA.

Il docente come guida relazionale e digitale

Anche il ruolo del docente di sostegno si trasformerà: entro il 2035, il 40% delle competenze sarà ridefinito in chiave digitale ed emotiva, con nuove abilità come la co-progettazione con chatbot educativi e la gestione di ambienti digitali sicuri.

Come sottolinea Mario Mariani, AD di Sanoma Italia, “solo conoscendo a fondo questo scenario possiamo costruire risposte efficaci per chi insegna”. La sfida, dunque, non è resistere al cambiamento, ma guidarlo: perché l’insegnante del futuro sarà tanto più centrale quanto più saprà coniugare tecnologia e umanità.

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