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Primo giorno di scuola, terzo anno scolastico di pandemia

Primo giorno di scuola, terzo anno scolastico di pandemia. Il primo è andato come è andato, con una lunga chiusura delle scuole e l’attivazione della didattica a distanza come misura di emergenza. Il secondo ha visto alternarsi aperture e chiusure, scuola in presenza e dad, regole per la gestione della pandemia riviste in corsa. Il terzo inizia oggi in gran parte delle regioni d’Italia, dove è suonata la prima campanella dell’anno scolastico.

Il primo giorno di scuola si presenta con nuove speranze di didattica sempre in presenza, green pass obbligatorio, speranze (tante) e naturalmente questioni e problemi ancora aperti, vecchi e nuovi.

Primo giorno di scuola 2021

Sono 7.407.312 le studentesse e gli studenti che siederanno tra i banchi delle scuole statali, quest’anno, in tutta Italia. Di questi, 277.840 sono alunni con disabilità, mentre sono 368.656 le classi per l’anno scolastico 2021/2022. Sono i dati principali sull’avvio del nuovo anno scolastico messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione.

«Ritrovarsi a scuola è una gioia grandissima – si legge nella lettera che il Ministro Patrizio Bianchi ha inviato alla comunità scolastica – Desidero esprimere il mio profondo ringraziamento a tutti voi, alle studentesse e agli studenti, ai genitori, al personale scolastico e amministrativo, centrale e territoriale, così come alle tante persone che contribuiscono ogni giorno alla vita delle nostre scuole. A voi tutti, i miei più vivi auguri per un sereno anno di lavoro e crescita, insieme».

Il primo giorno di scuola, oggi, vede il rientro in classe degli alunni (3.865.365 studenti e studentesse) delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, oltre a quelli della Valle d’Aosta e della Provincia di Trento.

Le lezioni sono già riprese il 6 settembre per gli studenti della Provincia di Bolzano, mentre inizieranno il 14 settembre per la Sardegna, il 15 settembre per le Regioni Campania, Liguria, Marche, Molise e Toscana, il 16 settembre il Friuli Venezia Giulia e la Sicilia. Gli ultimi a ritornare in classe saranno alunni delle Regioni Calabria e Puglia, il 20 settembre.

 

Rientro a scuola
Ritorno a scuola, ancora troppe classi pollaio

 

Problemi aperti: classi sovraffollate

Problemi aperti, si diceva, per il primo giorno di scuola. E così all’avvio dell’anno scolastico Cittadinanzattiva, da sempre attenta al mondo scuola, ricorda che ci sono ancora 17mila classi con oltre 25 alunni, metà degli istituti senza certificazione di agibilità, mentre gli asili nido sono assenti dalla Anagrafe scolastica.

Da qui le richieste dell’associazione: abrogare la norma sulle classi sovraffollate, inserire gli asili nido nell’Anagrafe e dare regole chiare su mascherine, dispositivi di aerazione, quarantene e dad.

La prima richiesta: «Abrogare la disposizione contenuta nel DPR 81 del 2009, che consente fino a 30 alunni per classe nelle scuole secondarie di I e II grado, per ritornare ovunque ai parametri stabiliti dalla normativa antincendio (DM 26.08.1992) che fissano il numero massimo in 25 alunni (26 con l’insegnante) e a quelli del DM18/12/1975 che prevede uno spazio “vitale” per alunno di mq 1,80 e mq 1,96 secondo il tipo di scuola».

Ci sono quasi 17 mila classi con oltre 25 alunni, dice Cittadinanzattiva. Nel 55% dei casi riguardano gli istituti di secondo grado. Il problema delle classi “pollaio” era stato sollevato qualche giorno fa anche da un dossier di Tuttoscuola, con numeri un po’ diversi (14 mila classi pollaio, per 400 mila alunni in aule sovraffollate da 27 fino al limite di 40 studenti, soprattutto nelle prime classi delle superiori) ma con la stessa sostanza: situazione non tollerabile in pandemia e non solo, considerato che classi meno numerose faciliterebbero anche la didattica.

Dice Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva: «Una situazione che va sanata una volta per tutte per ottemperare alle esigenze di sicurezza legate non solo all’emergenza sanitaria ma anche alle emergenze che si potrebbero creare per il rischio alluvione e sismico, che interessano il nostro territorio nazionale. Oltre a ciò si migliorerebbe la vivibilità e il benessere all’interno delle aule, si assicurerebbe una migliore qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, delle relazioni interpersonali significative a beneficio di tutti ma soprattutto dei ragazzi più fragili».

Le certificazioni di agibilità

Ci sono poi i problemi legati alla certificazione.

«Gli istituti scolastici italiani sono ancora privi del certificato di agibilità per una percentuale pari al 53,8%, nel 38,6% del collaudo statico e nel 59% del certificato di Prevenzione Incendi, fondamentali in un Paese nel quale le scuole in zone ad elevata sismicità sono 17.343 pari al 43% del totale – dice Bizzarri – Inoltre, nell’ultimo anno, a seguito della pandemia, in gran parte dei casi le scuole non hanno rivisto il Piano di Emergenza né realizzato le prove di evacuazione».

Gli asili nido

Gli asili nido presentano condizioni di sicurezza migliori, evidenzia un focus del prossimo “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” di Cittadinanzattiva, che sarà presentato il prossimo 22 settembre.

L’associazione torna a chiedere poi il completamento, la trasparenza e l’accessibilità dei dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica che non è stata ancora aggiornata e, spiega Bizzarri, «è priva di qualsiasi dato relativo agli asili nido comunali, in evidente contrasto con la politica di investimento sulla prima infanzia prevista anche grazie ai fondi ed ai progetti del PNRR. Gli asili nido che, come evidenzieremo con il nostro Rapporto, hanno mostrato grande capacità di riorganizzarsi di fronte alla pandemia e i cui indicatori di sicurezza sono spesso più positivi rispetto alle altre strutture scolastiche».

 

A scuola dal 13 settembre, nuove misure e questioni ancora aperte
A scuola dal 13 settembre, nuove misure e questioni ancora aperte

 

Le regole antiCovid del primo giorno di scuola

L’associazione presenta poi al Ministro e al Governo un appello perché siano chiare le regole antiCovid dell’anno scolastico.

In particolare, chiede che nelle prossime Linee guida «sia eliminata l’indicazione di dismettere l’uso della mascherina nelle classi con tutti studenti vaccinati per non creare episodi di discriminazione verso quei ragazzi non vaccinati per decisione dei propri genitori».

Altri chiarimenti vanno dati, prosegue Cittadinanzattiva, sulle caratteristiche tecniche per l’acquisto dei dispositivi di aerazione e sulle regole per la quarantena differenziata e l’eventuale ricorso alla DAD. «Tutto questo – conclude Bizzarri – per venire incontro alle esigenze di chiarezza e di programmazione dei dirigenti, per dare informazioni univoche alle famiglie ma soprattutto assicurare a tutti gli studenti uguali diritti e garanzie sul territorio nazionale, evitando che Regioni e singoli istituti scolastici si muovano in ordine sparso come troppo spesso accaduto nello scorso anno scolastico».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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