Linee guida scuola

Scuola, ripartenza difficile fra mille difficoltà

Sei genitori su dieci si aspettano il caro-scuola per il ritorno fra i banchi. Per la metà delle famiglie, la principale preoccupazione per il ritorno a scuola riguarda la didattica a distanza in caso di nuovo lockdown: temono che non sia allo stesso livello dell’insegnamento in classe. Distanziamento sociale, sanificazione degli spazi, socializzazione soprattutto per i bambini più piccoli sono altrettanti fonti di ansia per le famiglie. Convinte, fra l’altro, che quest’anno la scuola costerà di più.

Non sarà un ritorno a scuola semplice, e non solo per le regole e le direttive che stanno arrivando dalle direzioni scolastiche e per la preoccupazione del contagio e delle sue conseguenze in un ambiente come quello delle aule scolastiche.

Il 61% dei genitori si aspetta rincari per il materiale scolastico, il 39% ricorrerà ai risparmi per fare fronte alle spese, il 29% userà prestiti o farà acquisti a rate.

Il dato emerge da un’analisi condotta da YouGov per Amazon Italia sugli italiani e il nuovo anno scolastico al tempo del COVID-19, su un campione di mille genitori con figli in età scolare.

 

grafico you gov
Ritorno a scuola, indagine YouGov per Amazon Italia, 2020

Ritorno a scuola e caro-scuola

Il ritorno a scuola quest’anno si presenta con molti interrogativi e tante preoccupazioni per i genitori, di organizzazione, didattica e budget familiare. Il 46% delle famiglie dichiara che la situazione finanziaria è peggiorata a causa del COVID-19 e il 61% prevede che il prossimo anno scolastico avrà dei costi superiori rispetto al precedente.

I consumi scolastici cambiano. Dopo libri di testo e cartoleria, i genitori si preparano a comprare mascherine e gel igienizzanti (prima ancora di zaini e astucci). L’indagine di YouGov dice che «6 famiglie su 10 pensano che il nuovo anno scolastico costerà di più di un anno normale: il 29% del campione dichiara di che prenderà in considererà dei prestiti e dei pagamenti rateali, mentre quasi 4 genitori italiani su 10 useranno i risparmi per far fronte alle spese extra e solo il 13% non ricorrerà né a prestiti né intaccherà i propri risparmi».

Le spese per il ritorno a scuola

Naturalmente le spese per la scuola partono con libri e articoli di cartoleria, al primo posto per il 73% degli intervistati e per gli alunni di tutte le età. Al terzo posto si piazzano però le mascherine (pari merito con vestiario e scarpe) prioritarie per il 48% delle famiglie, e a seguire si posizionano i disinfettanti. Le misure di sicurezza sono più importanti di zaini ed astucci.

La metà delle famiglie dice che comprerà sia nei negozi fisici che online (il sondaggio del resto è fatto per Amazon) mentre il 17% dichiara che privilegerà il canale online per ricevere tutto a casa e risparmiare (51% e 49% rispettivamente) nonostante il fatto di non poter verificare le condizioni dei prodotti sia considerato il principale svantaggio dello shopping online dal 39% del campione.

 

Didattica a distanza
Disuguaglianze digitali a scuola, troppi studenti esclusi dalle lezioni

 

Ritorno a scuola, le fonti di ansia

Il ritorno a scuola è fonte di ansia e preoccupazione per tutte le novità che hanno investito il mondo dell’istruzione, a partire dalla didattica a distanza seguita durante il lockdown per seguire con le misure di distanziamento e le conseguenze in termini di socializzazione (soprattutto per i più piccoli).

«La principale preoccupazione delle famiglie italiane, come dimostra il 52% del campione, è il dubbio sulla qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento da casa, rispetto alla tradizionale didattica in aula – si legge in una nota – Seguono il distanziamento sociale e la mancata sanificazione degli ambienti scolastici (pari merito con l’impossibilità a fare gite), considerate rispettivamente tra le tre principali fonti di preoccupazione dal 42% e 35% delle famiglie. Queste percentuali crescono al Centro (48% e 40%), Sud (46% e 39%) e nelle isole italiane (48% e 43%), dove l’argomento è più sentito».

Preoccupa la socializzazione tra compagni, soprattutto da parte dei genitori con figli che frequentano la scuola elementare, e le attività extrascolastiche e gite, in particolare per chi frequenta le medie e le superiori. L’eventualità di dover rimanere a casa con i figli preoccupa il 23% dei genitori. Questa preoccupazione è diffusa soprattutto tra i genitori degli studenti delle scuole elementari, dove tocca quota 33%.

La didattica a distanza

La didattica è distanza è stata utile nei mesi passati ma meno della metà del campione la ritiene efficace a emergenza terminata. Del resto lnon è stata indolore durante il lockdown. Solo il 56% delle famiglie è riuscito ad usufruire della didattica a distanza senza problemi tecnici.

«In uno scenario dove l’emergenza COVID-19 è ancora presente, la didattica a distanza è ritenuta utile dal 79% delle famiglie; tuttavia, ad emergenza finita, solo meno del 50% del campione lo ritiene un metodo efficace per l’apprendimento».

In generale la didattica a è distanza è considerata un’integrazione utile alla didattica in presenza, anche perché permette di prendere confidenza con la tecnologia, ma gli svantaggi principali sono la mancata interazione tra gli studenti (47%) e con gli insegnanti (45%), oltre che la carenza di supporto che gli studenti possono ricevere stando a casa (45%). L’aspetto dell’uguaglianza sociale, legato al limitato accesso da parte di alcuni studenti agli strumenti utilizzati per la didattica a distanza, preoccupa il 41% dei genitori italiani.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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