Sono sempre di più gli italiani che scelgono il lascito solidale (10/15% in 10 anni); a donare sono soprattutto donne, oltre il 60% del totale e nella metà dei casi, il valore del lascito è sotto i 20mila euro. Lo rivela la prima fotografia sul fenomeno tracciato da Testamento Solidale, il network di 6 grandi organizzazioni – ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro e Save the Children – con la collaborazione e il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato.
I dati della ricerca sono stati presentati in occasione dell’evento “Italiani brava gente, storie di generosità tra passato e presente”, una mostra che racconta i testamenti di personaggi storici e i lasciti di persone comuni che hanno aiutato a costruire o mantenere in vita idee e luoghi, sostegni concreti che danno speranza. La crescita dei lasciti negli ultimi 10 anni è una buona notizia, che segnala come anche in Italia si stia lentamente affermando la cultura del lascito solidale, nonostante il forte ritardo rispetto all’Europa.
Nel nostro paese, infatti secondo l’indagine GFK Eurisko-Testamento Solidale, gliover 55 hanno una bassa propensione al testamento (15,8%), di gran lunga inferiore ad esempio alla Gran Bretagna dove si attesta intorno all’80% e agli USA con il 50%. Soltanto l’8% degli italiani ha fatto testamento, mentre il 5% è intenzionato a farlo e il 6% è incerto. Colmare il “gap” di conoscenza intorno al lascito e superare le barriere psicologiche e culturali sul testamento è l’obiettivo con cui il Network ha lanciato la prima campagna di informazione e sensibilizzazione nel 2013.
Oggi l’impegno si rinnova: al Network partecipano altre 3 associazioni (Amref, Università Campus Bio-Medico di Roma e Fondazione Operation Smile Italia Onlus) e la sfida della seconda campagna congiunta con i notai italiani è di parlare di lascito solidale in modo positivo, raccontando storie vere di persone, famose e comuni, del passato e del presente, che hanno contribuito e contribuiscono a cambiare la storia del Paese
Per diffondere la cultura dei testamenti solidali e rispondere a quanti ancora non sanno a chi rivolgersi le organizzazioni promotrici hanno creato un sito www.testamentosolidale.orge l’omonima guida. Due strumenti che offrono una panoramica sul tema del lascito, dalle tipologie di testamento (olografo, pubblico, segreto) alla quota “disponibile” di patrimonio che può essere destinata ad un lascito solidale (una qualsiasi somma di denaro, un bene mobile o immobile, la polizza vita, azioni o titoli d’investimento).
Ecco in breve alcuni dati emersi dalla ricerca: se per il 63% dei notai il numero dei lasciti è restato invariato, secondo il 22,5% dei notai (1 su 5 degli intervistati) negli ultimi 10 anni si registra una inversione di tendenza, con un aumento delle donazioni. Per l’80% di questi ultimi la propensione a donare è cresciuta del 10% dal 2004 a oggi, ma secondo il 15% l’aumento ha raggiunto anche un più 15% rispetto al passato. Sono le donne a fare la differenza in Italia: tra coloro che hanno predisposto un lascito con il loro testamento due su tre sono donne, il 63,8% dei casi.
La metà delle donazioni effettuate attraverso lasciti è sotto i 20mila euro, il 25% ammonta a una cifra compresa tra i 20mila e i 50mila euro. Il 18,1% di quanto viene destinato ha un valore economico importante che va dai 50mila ai 100mila euro, e una piccola fetta pari al 8,5% dei lasciti effettuati va oltre i 100mila euro. Solo una ristretta cerchia dona cifre davvero eccezionali, attraverso cessioni di beni immobili o patrimoni rilevanti.
‘Quali sono i diritti dei propri familiari?’ infatti è la domanda più frequente a cui sono sottoposti i notai, oltre il 50% dei casi. Nel 21,4% delle volte è richiesta la verifica di chi può essere il beneficiario del lascito, nel 16,7% quali sono i beni che si possono includere e per il 9,5% se si può disporre testamento solo di parte dei beni che vanno in eredità. La famiglia italiana resta il caposaldo da salvaguardare. Al tempo stesso, una quota crescente di italiani – quasi 1 su 4 tra i testatori – è curiosa di sapere a chi altro, al di fuori della propria famiglia, può riservare con un atto di generosità parte dei propri averi. Nel momento in cui si guarda oltre se stessi e si desidera disegnare il futuro con le ultime volontà prevalgono ragioni personali nel 70% dei casi, la sensibilità a una causa è legata a una vicenda o un problema sociale di cui si è direttamente avuto esperienza nella vita. La vicinanza in vita a una specifica associazione spinge a donare con il proprio testamento il 20% delle persone.
 

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