zoomafia

Zoomafia 2020, i crimini contro gli animali. Fonte immagine: Lav Zoomafia

Ogni 55 minuti viene aperto un fascicolo per reati contro gli animali. Sono circa 26 al giorno. C’è una persona denunciata ogni 90 minuti, circa 16 indagati al giorno, per reati a danno di animali. A livello nazionale c’è un tasso di 16,07 procedimenti e di 9,64 indagati ogni 100.000 abitanti.

Sono dati più o meno stabili ma questo non è certo una consolazione, considerata la mole di reati commessi nei confronti degli animali e lo sfruttamento illegale degli animali da parte della criminalità nel 2019. L’emergenza Covid rende il pericolo più grave, perché macellazione clandestina, furto di bestiame e traffico di animali sono di per sé rischi sanitari.

 

 

corsa clandestina cavalli
Corsa clandestina di cavalli. Fonte: Lav Zoomafia 2020

 

Zoomafia 2020

La denuncia viene dal Rapporto Zoomafia 2020 redatto dalla Lav ad opera di Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV.

I reati a danno degli animali sono tantissimi: corse clandestine di cavalli, traffico di cuccioli, combattimenti tra animali, truffe nell’ippica, business dei canili, contrabbando di fauna e bracconaggio organizzato, macellazioni clandestine e abigeato, pesca di frodo e illegalità nel comparto ittico, uso di animali a scopo intimidatorio o per lo spaccio di droga, traffici di animali via internet e zoocriminalità minorile sono i temi affrontati da Zoomafia 2020.

L’Osservatorio Zoomafia della Lav ha raccolto ed elaborato i dati delle Procure delle Repubbliche sui procedimenti penali del 2019,  sia noti che a carico di ignoti, e sul numero di indagati per reati a danno di animali. Ha esaminato un campione di Procure e proiettato i dati su scala nazionale.

I risultati dicono che c’è una leggerissima diminuzione dei procedimenti nel 2019, rispetto al 2018: -0,18% (7111 fascicoli nel 2019 e 7124 nel 2018), mentre gli indagati sono aumentati del +11% (4758 indagati nel 2019 e 4266 nel 2018). I crimini contro gli animali rimangono stabili. In media, sono 26 fascicoli al giorno, uno ogni 55 minuti.

Un aspetto da considerare, dice il responsabile dello studio Ciro Troiano, «è che in generale sono di più i reati denunciati a carico di ignoti che quelli registrati a carico di autori noti. Se si considera poi che, notoriamente, i processi celebrati che arrivano a sentenza sono poco più del 20 per cento, e di questi meno della metà, il 43,7%, si concludono con sentenza di condanna, i crimini contro gli animali che di fatto vengono puniti con sentenza sono solo una minima parte rispetto a quelli realmente consumati».

I reati più contestati

«Dall’analisi dei crimini contro gli animali consumati in Italia si evince che il reato più contestato resta quello di maltrattamento di animali, art. 544 terc.p., con il 32,66% del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali e il 37,46% del totale del numero degli indagati registrati presso le Procure che hanno risposto».

Seguono l’uccisione di animali, col 32,10% dei procedimenti registrati; i reati venatori con il 15,87% dei procedimenti presi in esame; l’abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, con il 14,53% dei procedimenti e con il 17,83%del totale indagati.

Traffico di animali ed emergenza Covid

Il rischio dell’illegalità aumenta in un contesto di emergenza sanitaria quale quella Covid.

«La crisi pandemica – dice Zoomafia – ha prepotentemente rinnovato l’attenzione sul problema della sicurezza alimentare, mettendo in evidenza la connessione esistente tra i mercati di animali sfruttati a scopo alimentare e le origini del coronavirus. Ma al di là dell’emergenza Covid-19, è noto che i mercati illegali di animali, il traffico di animali da allevamento rubati e la macellazione clandestina pongono un serio problema di sicurezza alimentare. Questi traffici sfuggono a qualsiasi controllo, anche a quelli sanitari, e in un periodo come quello che stiamo vivendo la cosa ci dovrebbe far riflettere non poco».

Contrabbando di animali, mercati illegali, macellazione clandestina sono di per sé rischi sanitari e possono alimentare zoonosi.

 

 

controllo pascoli
Controllo pascoli. Fonte: Lav Zoomafia 2020

 

Le forme del crimine contro gli animali

I crimini contro gli animali sono numerosissimi. Ci sono le infiltrazioni criminali nell’ippica, con scommesse clandestine, gare truccate e furto di cavalli.

Aumentano le denunce di traffici di cuccioli importati illegalmente da paesi dell’est.

Ci sono illegalità negli allevamenti e nel commercio di alimenti di origine animale. Dice il responsabile Lav: «Molte inchieste hanno messo in evidenza il legame esistente tra furto di animali, macellazione illegale e focolai di zoonosi e hanno fatto emergere scenari inquietanti: furti di animali, maltrattamento, uccisione di animali, macellazione clandestina, messa in commercio di sostanze alimentari non idonee al consumo e altri reati».

Ogni anno spariscono nel nulla circa 150.000 animali.

Su internet girano immagini e video di crudeltà contro gli animali, combattimenti clandestini, maltrattamenti.

Zoomafia denuncia anche “la scuola della violenza” che porta alla a zoocriminalità minorile, «ovvero il coinvolgimento di minorenni o bambini in attività illegali con uso di animali o in crimini contro gli animali. Inquietanti e preoccupanti i casi elencati nel Rapporto, spesso motivati da mera crudeltà e insensibilità per la sofferenza altrui: una tartaruga presa a calci; piccioni sparati con pistole ad aria compressa; chat in cui si inneggia alla violenza in genere, compresa all’uccisione di animali».

Dalle indagini emerge “una realtà zoomafiosa”

«Le varie indagini svolte nel corso degli anni nel nostro Paese hanno fatto emergere una realtà zoomafiosa, composita, articolata e con capacità di tessere rapporti collusivi con apparati della pubblica amministrazione – dice Troiano – Se si contestualizzano alcuni fenomeni, si scopre che non sono affatto attività delinquenziali trascurabili. Se si controlla, ad esempio, l’affaire randagismo in una determinata zona, significa accaparrarsi un’importante fetta di convenzioni con gli enti locali. Se si controllano i pascoli, vuol dire mettere le mani su uno degli affari più cospicui e remunerativi del territorio, che non ha nulla da invidiare agli altri business criminali. Se si costituiscono società fittizie per importare cuccioli dall’estero facendo anche uso di truffe carosello, si attua una commistione tra flussi finanziari illeciti e fondi di origine lecita, tipica delle attività di riciclaggio. Insomma, – conclude Troiano – sono molteplici gli interessi connessi allo sfruttamento criminale degli animali che possono stimolare gli appetiti della criminalità organizzata e i casi accertati lo dimostrano”.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)