Giornata Europea del Biologico, AssoBio: la sfida è conquistare le nuove generazioni
Giornata Europea del Biologico, AssoBio: la sfida è conquistare le nuove generazioni (foto Pixabay)
In occasione della Giornata Europea del Biologico, che ricorre il 23 settembre, AssoBio accende i riflettori sulle sfide che attendono il settore e, in particolare, sulla necessità di conquistare le nuove generazioni di consumatori.
La Gen Z utilizza canali informativi, criteri di scelta e codici comunicativi diversi da quelli delle generazioni precedenti. “Per coinvolgerla – osserva AssoBio – il settore deve superare una narrazione prevalentemente descrittiva e riuscire a collegare le caratteristiche del metodo biologico ai valori rilevanti per i giovani consumatori. Salute, tutela dell’ambiente, biodiversità, etica, trasparenza e responsabilità verso le generazioni future possono diventare gli elementi di un nuovo racconto del bio, purché siano tradotti in informazioni concrete, verificabili e comprensibili”.
“Il biologico continua a crescere e a dimostrare la sua capacità di rispondere alle esigenze di una parte sempre più ampia dei consumatori. Tuttavia, il futuro del settore dipende dalla nostra capacità di coinvolgere le nuove generazioni – dichiara Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio. – Oggi il mercato è sostenuto principalmente dai Baby Boomer, dalla Generazione X e dai Millennial, ma il vero banco di prova sarà costruire una relazione con la Generazione Z, adottando linguaggi, strumenti e canali coerenti con il suo modo di informarsi e di scegliere”.
Le nuove sfide per il biologico
I comportamenti degli italiani mostrano un cambiamento culturale in atto. Secondo i dati del Rapporto Coop 2026, riportati da AssoBio, il 65% degli intervistati si dichiara favorevole alla riduzione dei consumi e degli sprechi, con percentuali sostanzialmente analoghe tra generazioni e classi sociali.
I prodotti che fanno bene alla persona sono ritenuti importanti dal 73% degli intervistati e il 57% si dichiara disposto a pagarli di più. Le percentuali si attestano rispettivamente al 63% e al 45% per i prodotti che fanno bene alla comunità, e al 61% e al 42% per quelli considerati positivi per l’ambiente.
Dati che – secondo Maffini – “mostrano un Paese sempre più sensibile al benessere, alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi. Un cambiamento culturale che rappresenta un’opportunità per il biologico, ma ci indica anche una precisa responsabilità: dobbiamo collegare meglio il beneficio individuale con quello collettivo – sottolinea Maffini -, mostrando che prendersi cura della propria alimentazione può significare anche tutelare il suolo, l’acqua, la biodiversità e le comunità agricole”.
Secondo AssoBio, quindi, la sfida per il comparto consiste nel trasformare una sensibilità diffusa in comportamenti d’acquisto più consapevoli e continuativi, dimostrando che il valore del bio riguarda contemporaneamente la persona e il contesto naturale e sociale nel quale vive.
Anche il dibattito sulle Nuove Tecniche Genomiche e la crescente accelerazione tecnologica del sistema agroalimentare stanno modificando lo scenario nel quale si sviluppano le scelte di consumo. “In un sistema sempre più complesso – afferma AssoBio – potrebbe rafforzarsi la domanda di prodotti percepiti come trasparenti, controllati e comprensibili. Per il biologico si apre quindi l’opportunità di dialogare anche con consumatori che finora non lo avevano considerato, evitando contrapposizioni semplicistiche tra innovazione e naturalità e puntando sulla chiarezza delle regole e delle informazioni”.
Secondo AssoBio, dunque, la trasparenza è destinata a diventare uno dei principali fattori competitivi del mercato alimentare; “non si tratta di rifiutare l’innovazione, ma di impiegarla per aumentare la conoscenza, migliorare la tracciabilità e rendere le informazioni più accessibili“.
Il Marchio del bio
In occasione della Giornata di domani AssoBio richiama, infine, l’attenzione sul ruolo del Marchio del Biologico Italiano.
“La presentazione del Marchio del Biologico Italiano rappresenta un passaggio importante per tutto il settore – dichiara Maffini. – Affiancando il logo europeo, potrà contribuire a rafforzare la riconoscibilità delle produzioni biologiche nazionali e il valore del bio Made in Italy. In un mercato nel quale i consumatori chiedono sempre più garanzie, dovrà diventare uno strumento efficace per comunicare qualità, sicurezza, controlli e identità delle nostre filiere”.
